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Famiglia Schumacher 10

Il gesto di Mick che dona a Hamilton un casco rosso come quelli del padre è di grande sensibilità e sportività: giù il cappello. Lewis sembra sorpreso ed emozionato: almeno sul fronte dei sentimenti gli si può dare scacco matto.

Lewis Hamilton 110

La lode sarà aggiunta quando anche l’aritmetica ufficializzerà il settimo titolo iridato: questione di poco, insomma. Nel giorno scelto dal destino Hamilton fa… l’Hamilton e non sbaglia nulla, dettando un ritmo infernale retto solo da pochi. Bottas alza la voce in avvio, ma lui ha la pazienza di attendere e ha ragione anche perché il compagno, dopo un errore marchiano, vince di nuovo, ma alla lotteria della malasorte.

Daniel Ricciardo 9

Torna sul podio dopo due anni e mezzo, ma soprattutto riporta la Renault tra le prime tre dopo ben 9 anni. Il nostro caro «canguro» dà il meglio del repertorio: grinta per scrollarsi di dosso Leclerc, realismo quando ha un Hamilton che passa e che non può essere arginato, quindi tanta resilienza per tenere alle spalle lo scatenato Perez. Il voto lo alziamo anche perché ha vinto una scommessa con il team principal Abiteboul, che dovrà così sottoporsi a un tatuaggio su soggetto che sarà scelto da Ricciardo: povero Cyril, non vorremmo essere nei suoi panni.

Nico Hulkenberg 9

Quando Lance Stroll è stato colpito dal mal di pancia (versione ufficiale del malanno), Nico era a Monaco in un bar assieme a un amico. Convocato al volo in quanto pilota di riserva, sostiene di aver guidato anche a 300 orari in certi tratti per raggiungere l’Eifel. In gara, pur a secco di allenamenti, va altrettanto veloce: parte ultimo e arriva ottavo, a ridosso di Leclerc. Queste sono le belle storie della F1.

Sergio Perez 8,5

Da quando è in lista di disoccupazione (domanda cattiva: ma la Racing Point, futura Aston Martin, è proprio sicura che sia il caso di appiedarlo per Vettel?), fa il demonio. Il podio gli sfugge perché Ricciardo è troppo un «duro» per mollare: ma assieme a Hulkenberg porta i punti necessari alla scuderia per sorpassare la McLaren al terzo posto tra i costruttori.

Max Verstappen 7,5

Secondo, certo. E anche l’unico, una volta ritiratosi Bottas, che avrebbe potuto attaccare Hamilton. La chance l’avrebbe pure avuta, grazie alla generosa safety car mandata in pista dalla Fia. Ma Max ha toppato la ripartenza e a momenti si fa uccellare da Ricciardo. Il primato sul giro veloce strappato in extremis non migliora la pagella: il guaio di Verstappen è che da lui, ormai, ci si attende sempre qualcosa di speciale.

Romain Grosjean 7

Lo sfasciacarrozze stavolta merita l’elogio perché prima di tutto cattura due punti per la derelitta Haas e poi perché ha corso con una mano dolorante in quanto colpita da un sasso scagliato dall’Alfa di Raikkonen. Peraltro, non ha perso l’occasione per proporci una cavolata delle sue: bandiera bianco-nera (senza che tifi per la Juventus) per aver esagerato con i tagli alla curva 4. E’ l’equivalente, nel calcio, del cartellino giallo.

Charles Leclerc 7-

Il voto alto per la qualifica eccellente si abbassa perché in gara non trova mai la quadratura del passo con la Rossa. Però in certe fasi, ad esempio nel duello con Perez, si sono visti sprazzi del vero Charles. In attesa che la Giulietta che gli hanno dato da guidare torni una Ferrari di F1…

Antonio Giovinazzi 7

Sul traguardo della riconferma in F1, che sia Alfa o Hass nel 2021, porta al marchio del Biscione un punto d’oro. Tenendosi dietro, tra Vettel e il compagno di team Raikkonen, due colleghi che sommano 5 titoli iridati.

Valtteri Bottas 6,5

Dopo il trionfo di Sochi aveva alzato la cresta, sbeffeggiando i critici. Allora la Dea Sfortuna s’è arrabbiata e gli ha voluto ricordare che lui è Bottas, erede di Barrichello: Mgu-H saltata e ritiro obbligato, l’alibi con il quale rischiamo di dimenticarci che, poco prima, s’era fumato il primato della corsa con un «largo» nel quale Hamilton s’è accomodato in pantofole. Questo errore elide l’ottima resistenza di «Iceman 2» sull’attacco di Lewis al via, una partenza che per la cronaca il finlandese aveva semi-sbagliato dalla pole position.

Carlos Sainz e Pierre Gasly 6

Meglio il secondo, vincitore a Monza con l’Alpha Tauri, che il futuro ferrarista, quinto con la McLaren. Due prove all’insegna del voglio ma non posso: un po’ come mangiare una minestra che non ha sapore.

Sebastian Vettel 5

Vederlo spezzare le reni al massimo a Latifi e «lumare» invano il decimo posto di Giovinazzi ci porta a dire, mettendo sul piatto anche la pessima qualifica: Seb, ma chi te la fa fare ad andare avanti in questa dannata stagione?

Ferrari 5

Sarà anche che si vedono i primi progressi, ma poi certe sensazioni e i lampi in qualifica alla Leclerc vanno confermati in gara. Purtroppo la Rossa torna dietro la lavagna.

Kimi Raikkonen 4

È diventato il pilota che ha disputato più Gp di tutti nella storia, ma anziché regalarsi una gara celebrativa, Iceman 1 ne ha combinate più di Bertoldo. Gli highilights di una controprestazione? Ha buttato fuori Russell, facendolo quasi cappottare, poi ha rotto l’ala anteriore in un altro contatto. C’è il sospetto che abbia brindato al record ancora prima di salire in macchina: la prova del palloncino è inevitabile.

11 ottobre 2020 (modifica il 11 ottobre 2020 | 19:20)

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