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Governo, Altroconsumo: “Politica mostri responsabilità”

(Adnkronos) – Con le dimissioni rassegnate da Draghi e respinte dal presidente Mattarella, in attesa del passaggio di mercoledì alle Camere, si è di fatto aperta la crisi di governo. Una situazione preoccupante specie se si considera la fase estremamente critica per l’Italia, la sua economia e gli equilibri a livello internazionale.  Ora più che mai vi è la necessità di sostenere i cittadini di fronte alla crisi, fare le riforme, approvare una importante stabilità e attuare i piani del Pnrr. A dichiararlo è Altroconsumo. 

Tanti sono, infatti, sottolinea Altroconsumo, i problemi da risolvere sul tavolo secondo l’organizzazione: dall’aumento sulla benzina già ad agosto a quello di luce e gas quest’autunno, passando per il possibile addio alla proroga del bonus 200 euro, al taglio del cuneo fiscale e a quello dell’Iva sui beni al consumo, fino ad arrivare alla riforma delle pensioni e del fisco che rischiano di saltare. Inoltre il 21 luglio la Banca centrale europea, nel tentativo di tenere sotto controllo l’inflazione alzerà i tassi di 0,25 punti ed ha già annunciato un altro aumento a settembre, la cui entità dipenderà dal livello di inflazione. Grazie alle risorse del Pnrr l’Italia avrebbe la possibilità di fronteggiare la situazione, ma queste importanti disponibilità saranno riconosciute al nostro Paese dalla Ue solo rispettando il cronoprogramma di riforme impostato dal governo Draghi. L’attuale crisi politica e le dimissioni di Draghi pesano sul rispetto dei tempi e c’è il grave rischio che le risorse in tutto o in parte non vengano effettivamente destinate al nostro Paese.  

Un altro importante aspetto riguarda l’eventuale stravolgimento del cosiddetto Ddl Concorrenza, in merito al quale Altroconsumo auspica che il governo ed il Parlamento non facciano passi indietro. Per questo, l’organizzazione chiede di non modificare le varie riforme di settore previste, come ad esempio quelle relative al servizio taxi e alle concessioni balneari – che introducono finalmente una forte prospettiva innovatrice per il Paese e, soprattutto, per i cittadini.  

“La crisi di governo desta forti preoccupazioni e apre gravi incognite in un momento già cruciale per il Paese”, afferma Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo. “In attesa che il presidente Draghi si presenti in Parlamento, facciamo appello a tutte le forze politiche affinché tengano conto delle difficoltà che i consumatori stanno vivendo, di fronte a una situazione economica resa critica da pandemia, guerra e inflazione”. 

“Sono infatti numerosi i provvedimenti attualmente in discussione o annunciati per i prossimi mesi che riceverebbero uno stop nel caso si formalizzazze la crisi di governo, generando così un impatto diretto sulle famiglie”, ricorda Cavallo. “Misure importanti, queste, che come Altroconsumo vogliamo oggi richiamare di fronte al rischio concreto che non vedano la luce o, come nel caso delle misure del Pnrr e della prossima legge di stabilità, che ne risultino fortemente indebolite”. “Vogliamo quindi lanciare un appello a tutte le forze politiche, affinché tengano conto delle molte ed importanti risposte che ancora attendono cittadini e famiglie, i quali maggiormente pagherebbero le conseguenze di una instabilità di governo in questa fase. Confidiamo che ognuno agisca, pertanto, con lungimiranza e senso di responsabilità verso il Paese, nell’interesse primo dei cittadini ”, conclude Cavallo. 

Secondo Altroconsumo sono diversi i provvedimenti potenzialmente a rischio, con impatti diretti sulle famiglie. Innanzitutto il taglio delle accise sui carburanti: attualmente il governo ha garantito lo sconto di 25 centesimi di euro sulle accise di benzina e diesel (con Iva 30,5 centesimi) fino al prossimo 2 agosto. La mancata proroga del provvedimento comporterebbe un brusco rialzo dei prezzi, proprio nel mese in cui le famiglie partono per le vacanze. Il pesante effetto dell’aumento dei prezzi dei carburanti avrebbe serie conseguenze su tutti i beni trasportati su gomma, il cui costo maggiorato ricadrebbe nuovamente sulle tasche dei consumatori. Basti pensare che con l’attuale andamento dei prezzi del costo industriale dal 3 agosto ci ritroveremmo con la benzina a 2,39 euro al litro e con il diesel a 2,28 euro al litro. Poi, il possibile stop al bonus da 200 euro: il contributo a sostegno dei redditi fino a 35 mila euro erogato con stipendi e pensioni nel mese di luglio dovrebbe essere replicato per i mesi di agosto e/o settembre tramite apposito decreto da varare entro la fine del mese. Decreto che potrebbe non vedere la luce in caso di caduta del governo. 

E ancora, la mancata revisione del cuneo fiscale: la questione del cuneo fiscale è stata ampiamente discussa e affrontata con il suddetto bonus 200 euro e con la riforma delle aliquote Irpef e delle detrazioni da lavoro e da pensione a partire da gennaio 2022. Se già in passato la riduzione del cuneo fiscale era stata affrontata con i vari contributi dal governo Renzi e taglia cuneo varato con la legge di Bilancio 2021 a causa del costo del lavoro, attualmente l’erosione dell’inflazione sui redditi ha raggiunto l’8% e ha imposto un intervento a sostegno dei redditi che Draghi intende affrontare già con la manovra di Bilancio che deve esser definita nei prossimi mesi. L’Ocse ha recentemente ricordato che il cuneo fiscale/contributivo ha raggiunto quasi la soglia del 50%, l’intervento strutturale quindi è ormai imprescindibile per garantire il rilancio delle politiche di assunzione e la conseguente riduzione del tasso di disoccupazione, a beneficio di lavoratori con redditi almeno fino a 35 mila euro annui, che vedrebbero aumentare notevolmente il proprio potere d’acquisto. 

La crisi, secondo Altroconsumo, annullerebbe la riduzione dell’Iva sui beni di consumo: l’attuale governo sta valutando la possibilità di ridurre l’aliquota Iva sui beni di consumo più necessari, il cui aumento è dovuto oltre all’incremento del costo delle materie prime anche da quello dei trasporti a causa del carburante. Ancora, la delega fiscale: il Parlamento è al lavoro sulla delega fiscale che prevede la riforma del sistema tributario e del catasto. Una crisi aprirebbe nuovi scenari di revisione dei principi sinora approvati, con il rischio, tra l’altro, che salti la detrazione istantanea delle spese mediche al momento del pagamento che dovrebbe partire da gennaio 2023. Inoltre, la riforma fiscale è necessaria anche al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Quanto alla manovra di bilancio da mettere a punto nei mesi estivi, la crisi di governo comporta una riduzione dei tempi della discussione di un provvedimento fondamentale per affrontare la riduzione del debito pubblico e degli obiettivi del Pnrr. Infine, la riforma delle pensioni: dopo l’estate occorre intervenire sul sistema pensionistico, infatti a dicembre 2022 scadranno Quota 102, l’Ape sociale e la possibilità di aderire ad Opzione donna. Da tempo è attesa una riforma strutturale dell’attuale sistema pensionistico, ma il problema della scadenza di detti provvedimenti comporta una discussione parlamentare che necessita stabilità e tempo. Ridurla agli ultimi mesi dell’anno potrebbe comportare il decadimento delle opportunità date ai lavoratori di maggior flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. 

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