economia

Gli Stati Generali di Altagamma, la ripresa arriverà nel 2022/2023

gli-stati-generali-di-altagamma,-la-ripresa-arrivera-nel-2022/2023

l’ANALISI DI BCG

di Giusi Ferré10 lug 2020

Gli Stati Generali di Altagamma, la ripresa arriverà nel 2022/2023
Stefania Lazzaroni

Anche il lusso ha i suoi Stati Generali che non necessitano di antiche ville, cantanti e scrittori oltre naturalmente politici e illustri economisti. Ma di analisi anticonformiste, ricerche approfondite, confronti sui comportamenti dei consumatori e le strategie dei marchi. E se ogni anno l’Altagamma Consumer & Retail Insight è un’importante occasione di scambi e riflessioni, questa settima edizione, caratterizzata dall’impatto di Covid-19 sul mondo del luxury, era attesa, dice Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma, con «interesse da chi cerca il confronto con le proprie osservazioni e le criticità del sistema».

Curata da Boston Consulting Group, questa analisi si articola su un campione di oltre 12mila intervistati nei 10 Paesi che più spendono per il lusso, Usa, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia ai quali dal 2020 sono stati aggiunti anche i consumatori degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita. «Sulla scia dell’impatto del Coronavirus alcune parti dell’indagine sono state ripetute per garantire l’aggiornamento agli ultimi dati — aggiunge Stefania Lazzaroni —. Bisogna tenere presente che il mondo del lusso veniva da un percorso positivo durato 30 anni e affronta oggi il suo primo rallentamento che anche le previsioni più ottimistiche indicano intorno al 35-45% sul mercato globale. E le ipotesi più ragionevoli parlano di ripresa soltanto nel 2022/2023». Se il Covid-19 ha individuato nuovi territori per i beni di necessità, si può dire che ha modellato anche confini diversi nel gusto, nella propensione alla spesa e nei viaggi limitando gli spostamenti. Matteo Lunelli, presidente di Fondazione Altagamma che raccoglie imprese i cui fatturati assommano a 115 miliardi di euro, di un fatto è convinto: «I tre pilastri di Altagamma — sostenibilità, internazionalità e contemporaneità — individuati da tempo continuano a restare validi perché sono in linea con i trend più attuali».

Ma se il 57% dei consumatori più ricchi ha dichiarato che per il momento non intende fare spese significative anche perché l’acquisto d’impulso è stato il primo a calare, che cosa va cercando oggi il consumatore True Luxury? Stefania Lazzaroni non è pessimista perché, avendo fino a oggi il settore seguito il flusso naturale di sviluppo dei Paesi emergenti, osservare più da vicino la realtà, come la pandemia ci ha obbligato a fare, mostra che esiste il potenziale per una crescita nuova. «Fondamentale per l’Italia sarà il turismo visto che il 60% degli acquisti di lusso nel mercato interno sono fatti da visitatori internazionali. Ma l’Enit attende 30 milioni di turisti in meno e a soffrirne sarà soprattutto il lusso esperienziale che si vive in modo esclusivo e privato, godendo viaggi, wellness, alta cucina. L’anno scorso valeva i due terzi delle spese, oggi soffre per le difficoltà di logistica oltre che per un forte senso di prudenza».

È il settore dell’ospitalità quello tra i più colpiti, ed emerge chiaramente da uno dei dati più significativi della ricerca di Boston Consulting Group: l’Italia per il turismo di fascia alta risulta in calo come destinazione preferita per i viaggiatori cinesi. È previsto che, con un trend di lungo periodo, diminuiscano i viaggi di lavoro mentre quelli di svago, che pure nell’immediato sono in caduta (secondo il 60% degli intervistati) dovrebbero riprendere dopo l’emergenza. «Tutti i dati che riguardano la Cina disegnano una polarità rispetto all’Occidente — osserva la direttrice generale Lazzaroni —. Il 77% dei cittadini condivide l’ipotesi che la ripresa sarà rapida, anche perché nei prossimi dodici mesi investiranno in patria almeno della metà della spesa che di solito riservano all’estero. Contribuendo così all’affermazione di un diverso lusso cinese. Anche i valori sono diversi: se in Occidente sobriety is the way in Cina extra is cool, perché aumenta l’attenzione per i prodotti dalla forte riconoscibilità di brend ( 14%), confermando una preferenza per elementi di stravaganza e divertimento. Mentre per gli occidentali questa propensione diminuisce del 9%, opposta ai valori più tradizionali di artigianalità, qualità ed estetica senza tempo».

Sono queste caratteristiche dell’eccellenza italiana che Altagamma raccoglie e promuove nelle migliori imprese dell’industria culturale e creativa, costituendo come sottolinea Matteo Lunelli «una leva reputazionale straordinaria per il Paese». Sconcertati per non essere stati invitati ufficialmente agli Stati Generali, i rappresentanti della Fondazione, già in contatto con il governo, si sono dichiarati pronti a essere coinvolti più attivamente per valorizzare una tradizione legata alla bellezza naturale e artistica, con elementi più freschi di contemporaneità che facciano riferimento alle intuizioni e alle capacità innovative del «genio italico». Stefania Lazzaroni lo definisce soft power e osserva che è uno degli asset insostituibili dell’Europa, come portatrice di valori in grado di esprimere sempre il proprio tempo con fluidità tra passato e futuro. «Perché non vive soltanto di heritage, ma si intercettano i cambiamenti sociali, si influenzano e si utilizzano, stimolando strategie reattive per far vivere emozioni e cambiamenti». È quello che la politica fatica a capire per quel senso di moralismo visto all’opera anche durante il lockdown dove è stato archiviato come inutile tutto quello che non riguardava la filiera alimentare e della salute.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *