Cronaca

Giulio Ferrara, si dimette il capo dei trasporti della Basilicata condannato per violenza sessuale

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Dopo una settimana di polemiche, Giulio Ferrara, presidente del Cotrab — Consorzio trasporti Basilicata — si è dimesso. Lo scorso 20 agosto era stato riconfermato nella sua carica nonostante la condanna in via definitiva della Cassazione per violenza sessuale nei confronti di una dipendente del Consorzio. Circostanza che aveva suscitato proteste crescenti sia sul fronte politico che su quello delle associazioni delle donne, con migliaia di persone che hanno firmato la petizione online per le dimissioni. Fino alla presa di posizione di giovedì 27 della ministra dei Trasporti Paola De Micheli: «Sono sgomenta come donna, prima ancora che come ministra dei Trasporti – aveva scritto la ministra su Facebook – e ho messo in atto tutto quanto nelle mie possibilità affinché venga rimosso dall’incarico».

«Violenta campagna stampa»

Prima della rimozione

, però, sono arrivate le dimissioni con una lettera (pubblicata dal sito angeloma.it) in cui Ferrara spiega che la decisione «scaturisce dalla violenta campagna di stampa». I fatti risalgono a ottobre 2009, quando Ferrara avrebbe preso con forza una dipendente dell’azienda Sita, di cui il presidente del Cotrab era direttore generale, palpeggiandola in più parti del corpo. Dal punto di vista formale, la rielezione di Ferrara dello scorso 20 agosto era avvenuta secondo le regole. Per questo la ministra De Micheli ha anche annunciato, nel suo post su Facebook, l’intenzione di «proporre una norma con la quale chi ha subito condanne per gli stessi motivi del sig. Ferrara non acceda mai più a simili incarichi».

La soddisfazione di De Micheli e Guerra

Dopo le dimissioni di Ferrara, la ministra ha espresso su Facebook la sua soddisfazione: «Finalmente si è dimesso. E la cosa incredibile resta il fatto che sia stato necessario arrivare al punto di chiederle, le dimissioni. Non può e non deve accadere in alcun modo che episodi simili si ripetano. Per questo — ha ribadito dopo l’intenzione gà espressa giovedì 27 — intendiamo proporre una norma che impedisca che situazioni del genere possano riaccadere. Perché umiliare la dignità delle donne significa umiliare la dignità di ogni singolo essere umano». Anche Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al ministero dell’Economia ed esponente di Leu, tra le prime a indignarsi per il caso, ha esprsso su Facebook la sua soddisfazione: «Il presidente di Cotrab, Giulio Ferrara, attribuisce la responsabilità delle sue dimissioni a una “violenta campagna di stampa” a seguito del suo rinnovo alla carica di presidente. Sono contenta dell’esito della campagna di stampa con cui tantissime donne sono riuscite a ricordare che chi esercita violenza sessuale, abusando del proprio ruolo, in un ambito di lavoro, non può essere considerato degno di continuare a occupare posti di responsabilità e prestigio, specialmente in quello stesso luogo di lavoro. Non è stata però una campagna violenta, di violento c’è stato solo il comportamento di Giulio Ferrara nei confronti di una lavoratrice, di una donna. Ora le donne devono continuare a ricordarsi che, insieme, possono cambiare le cose».

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 11:52)

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