giro-d’italia:-una-corsa-fortissima-verso-la-rinascita,-come-dei-pionieri

A maggio, appena finito il lockdown, la sua mancanza si sentiva tantissimo, era quasi insopportabile. Perché il Giro d’Italia è una promessa d’estate e il suo moto perpetuo regala una sensazione di libertà e fuga anche a chi lo segue dal divano. Quella che inizia oggi è più che mai la «festa di ottobre», parafrasando Orio Vergani e il suo rito della «festa di maggio». Ed è una festa doppia: perché si riesce a correre, nell’anno della grande incertezza dovuta alla pandemia. E perché si può farlo in sicurezza e con tante stelle al via, grazie agli sforzi organizzativi.

Sotto il sole di Palermo, la bella stagione è ancora nel pieno del suo splendore e promette anche una maglia rosa italiana con Ganna, neo campione del mondo a cronometro. Giorno per giorno, nella risalita verso nord, cambieranno i paesaggi e sarà uno spettacolo ammirarli per la prima volta in autunno: il freddo arriverà, ma nel 2013 Nibali raccolse la sua prima rosa in mezzo alle bufere di neve (QUI: l’intervista a Nibali che analizza condizione e percorso). Lo spirito, più di ogni altra cosa, deve essere quello dei pionieri: di chi non dà nulla per scontato e anzi dà un senso nuovo alle scoperte di ogni giorno. Perché questo non è un Giro qualsiasi: rappresenta la resistenza e la rinascita dello sport più nomade che ci sia. Fragile, in apparenza, ma in realtà fortissimo. Come il Paese che attraversa.

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 23:31)

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