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Di montagne che partoriscono topolini (spesso fradici di pioggia) è piena la storia dei grandi giri. Pare questo il caso della Vasto-Roccaraso di ieri che, a dispetto di 208 chilometri e 4000 metri di dislivello, ha prodotto tanta noia, un vincitore anonimo e zero attacchi decisivi da parte dei big o presunti tali. Il portoghese Almeida (foto Afp) che pareva pronto alla detronizzazione è ancora in rosa, nessuno degli inseguitori ha guadagnato o perso troppo su di lui o sugli altri. Vincenzo Nibali ha pagato 14” negli ultimi 200 metri, disegnati contro la sua natura: ripidissimi, hanno messo piombo nelle sue gambe e ali in quelle di Fuglsang e Kelderman bravi a recuperare il terreno perso sullo Squalo nella prima settimana. Preoccupante? No, se quello del siciliano è un cedimento tecnico (lui agli scatti secchi non sa reagire), sì nel meno probabile caso che si sia accesa una spia di emergenza nel motore.

Nella seconda parte del tracciato Vincenzo ha messo alla frusta i suoi ma quando si è reso conto che fare la differenza sulle salite del San Leonardo o del Bosco di Sant’Antonio era impossibile ha ordinato a tutti il ritorno nei ranghi. Il Passo Lanciano —vera difficoltà di giornata — era troppo lontano dal traguardo per poter impensierire i big, le altre squadre troppo fragili per farsi carico di azioni importanti. Nibali è il solo tra i favoriti di questo Giro ad avere la personalità per gestire la corsa, acquisita nei quattro grandi giri vinti e nei tanti podi su cui è salito. Almeida — logico per un ventiduenne — è al traino di Deceuninck, Fuglsang (mai oltre il 7° posto in 14 assalti), Majka, Kelderman (il più in palla) e Kruijswjik (ieri in difficoltà, non sembra quello del Tour 2019) hanno consolidata storia di cedimenti di gambe e testa nei momenti topici. Toccherà a Vincenzo quindi l’onere di gestire la corsa, senza spremere prematuramente la squadra. Obbiettivo, arrivare sabato alla crono di Conegliano schivando o sfruttando le insidie dei muri di Tortoreto e dei nove colli di Cesenatico per poi affrontare di petto le tante salite dell’ultima settimana.

11 ottobre 2020 (modifica il 11 ottobre 2020 | 22:36)

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