Cronaca

Gioele Mondello, terminata l’autopsia Nuovi esami, torna l’ipotesi della morte durante l’incidente

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Dal nostro inviato

MESSINA – L’autopsia sui resti del piccolo Gioele Mondello, 4 anni, non ha offerto risultati certi. «Il suo corpo è compromesso da morsi d’animali» — ha spiegato la consulente medico legale della famiglia Giuseppina Certo. Stessa considerazione che ha fatto il biologo forense Salvatore Spitaleri, un passato ai Ris, oggi al Cis, Centro investigazioni scientifiche: «Sullo stato delle ossa di Gioele hanno agito animali, figuratevi le condizioni» — ha affermato.

L’autopsia sul corpo del piccolo Gioele Mondello iniziata intorno alle 10.15, è terminata poco prima delle 14, ma dalla Tac emerge già una prima novità: tra i resti ritrovati nel bosco di Caronia c’erano delle piccole pietre che potrebbero essere utili per stabilire il luogo e il momento della sua morte. All’ospedale Policlinico di Messina c’erano anche i familiari di Gioele: il padre Daniele Mondello, la zia Mariella e il nonno Letterio. Intanto si faranno ulteriori ricerche per individuare altri resti del corpicino di Gioele, «quindi verranno eseguiti ulteriori accertamenti in quella zona» ha detto l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello. L’itinerario fatto da Viviana e il piccolo Gioele dopo l’incidente avvenuto lo scorso 3 agosto sulla Messina-Palermo «era difficile da percorrere», ha aggiunto l’avvocato di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi. «Ieri abbiamo fatto anche il percorso fino a tardi per vedere se era possibile effettuare uno spostamento o comunque un cammino che portava da una parte all’altra della collina».

Ma quali risposte si aspettano i legali? «Una analisi sui resti del bambino o di parti di esso vediamo se dalla visione è possibile ricavare la causa della morte». «C’è una fauna entomologica, vicino ai resti del piccolo Gioele, che occorre analizzare. Finchè questo tipo di mosche non verranno analizzate nel laboratorio, non possiamo dire nulla» — ha spiegato il professor Stefano Vanin, consulente della procura. «Oggi abbiamo raccolto una serie di elementi di tipo medico, veterinario e entomologico. Il corpo, come qualsiasi altro corpo dà delle informazioni, su quanto siano importanti queste informazioni è presto dirlo. Questo è comunque un caso difficilissimo» — ha detto Vanin. «Scoprire come è morto Gioele mi sembra una cosa, in via aleatoria possibile» — sostiene Daniela Sapienza, perito della Procura di Patti, al termine dell’autopsia. Aggiungendo: «Se esiste una ferita di arma da taglio sul corpo del piccolo Gioele non lo possiamo dire, non abbiamo la possibilità di fare una valutazione del genere. Non abbiamo concluso le analisi e non possiamo sapere se c’è un riscontro del genere».

Claudio Mondello, legale e cugino di Daniele Mondello, padre di Gioele, è ritornato sulla vicenda dei droni: «Quando ci hanno detto che impiegavano i droni non abbiamo pensato che utilizzavano le immagini dopo due settimane, ma in tempo reale, che stavano facendo una ricerca attiva». «Con certezza — ha aggiunto il penalista — il ritardo anche solo di un secondo relativo ad un elemento di prova determina un deterioramento. Abbiamo molta fiducia negli esperti che sono stati convocati per determinare progressivamente la verità però — ha sottolineato — è passato troppo tempo e sono intervenuti elementi esogeni per cui non credo che ci daranno delle risposte certe. Forse si potranno ventilare una pluralità di ipotesi alternative, ma l’elemento che mi interessa cioè la certezza assoluta senza dubbio escluso che si possa raggiungere sulla scorta degli elementi che si hanno».

È possibile che quel giorno in quella zona nessuno abbia visto o sentito niente? S’interroga il legale. «Il miasma è ancora presente nell’aria. Mi chiedo come sia possibile che nessuno, non solo di coloro che si sono adoperati per le ricerche, ma anche degli abitanti del luogo, non abbia percepito questo cattivo odore. Eppure è una zona con una certa densità abitativa» — ha detto ancora il legale. «Anche il cadavere di Viviana era a 15-20 metri da una proprietà recintata — aggiunge — è impossibile che nessuno abbia visto, anzi sentito, alcunché». L’avvocato ipotizza che il corpo del bambino sia stato «verosimilmente trascinato nel luogo dove poi è stato ritrovato» e che «non si conosce la posizione originaria, quella in cui è morto». L’avvocato Mondello, infine, nutre molti dubbi sull’ipotesi dell’omicidio-suicidio. «La presunzione di innocenza nel nostro ordinamento deve valere per tutti». «Se ci sono elementi va bene — sottolinea —, altrimenti no. E non so se ci saranno mai questi elementi, io ne dubito».

26 agosto 2020 (modifica il 26 agosto 2020 | 16:31)

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