Cronaca

«Gioele Mondello martoriato dagli animali». Resta un mistero la causa della morte

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Gioele ha «lesioni da macrofauna, il suo corpo è compromesso da morsi di animali». Così Giuseppina Certo, il medico legale della famiglia che ieri, insieme con i periti della Procura, ha preso parte al Policlinico di Messina all’autopsia, durata poco meno di tre ore, sui resti del piccolo Gioele. L’ha ribadito anche il biologo forense Salvatore Spitaleri, un passato al Ris, oggi al Cis (Centro investigazioni scientifiche), perito della Procura di Patti. I resti del bambino di quattro anni sono stati sottoposti anche alla Tac che ha evidenziato presenza di piccole pietre che potrebbero essere utili per stabilire il luogo e il momento della sua morte.

«Micro tracce di sangue con infingimento osseo»

Nel pomeriggio è circolata anche la notizia, rilanciata da alcune agenzie di stampa, di «micro tracce di sangue con infingimento osseo» che sarebbero state trovate nel cranio del bambino. Circostanza che accrediterebbe l’ipotesi che il piccolo possa essere morto a causa di «lesioni da urto» dovute all’incidente della Opel Corsa a bordo della quale viaggiava con la madre. Ma fonti investigative, il medico legale Daniela Sapienza e gli avvocati di famiglia Pietro Venuti e Antonio Cozza, smentiscono questa circostanza. «Per noi sarebbe stato un elemento di chiarezza che ci avrebbe consentito di mettere dei punti fermi a questa vicenda» spiega Cozza. Anche il medico legale della Procura sconfessa le notizie sull’esame del cranio. «Non l’abbiamo valutato, ci siamo soltanto limitati ad altri resti scheletrici. Su questo aspetto, in questo momento, non possiamo dire nulla» afferma il medico legale Daniela Sapienza. Gli accertamenti sul cranio sono determinanti perché potrebbero smentire o accreditare l’ipotesi che Gioele possa essersi ferito o aver riportato qualche lesione nell’incidente provocato dalla madre.

L’auto è stata nuovamente esaminata

L’auto di Viviana è stata passata al setaccio dagli uomini della Scientifica subito dopo l’incidente e non sono state trovate tracce ematiche. Nei giorni scorsi, però, l’auto è stata nuovamente esaminata e sono stati repertati sei campioni biologici che potrebbero appartenere a Gioele. In questa ipotesi, se fosse confermata, Viviana potrebbe essere fuggita perché spaventata per le ferite di Gioele o magari temendo di essere accusata di essere stata poco vigile nei confronti del figlio, che nei fotogrammi delle telecamere che hanno agganciato l’auto, si vede muoversi liberamente sul sedile posteriore, quindi non agganciato al seggiolino. C’è, però, la testimonianza dell’imprenditore lombardo e della moglie che, al rientro dalle vacanze, hanno assistito all’incidente. I due testi, seppure dopo 13 giorni, si sono presentati alla Polizia della loro città e hanno raccontato di aver visto il bambino in braccio alla madre, stretto al petto, quasi lei volesse proteggerlo.

«È difficilissimo arrivare a una soluzione»

Era vivo e se ne stava rannicchiato con la testa sulla spalla, mentre la dj si allontanava senza fretta dal luogo dell’incidente, scavalcando il guardrail. Venire a capo di questo giallo non è facile. «È difficilissimo arrivare a una soluzione — conferma Stefano Vanin,entomologo tra i più autorevoli a livello nazionale —. Oggi abbiamo raccolto una serie di elementi che servono ai medici, veterinari e anche all’entomologo. Il corpo di Gioele, come qualsiasi altro corpo, dà delle informazioni. Quanto queste poi possano essere importanti è presto per dirlo». «La prossima settimana continueremo gli esami procedendo a ispezioni, prelievi e indagini con tutti i consulenti» anticipa Elvira Spagnolo, medico legale della Procura.

26 agosto 2020 (modifica il 26 agosto 2020 | 23:07)

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