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«Se in questo Parlamento si creassero davvero le condizioni per una maggioranza diversa, più efficiente, più rappresentativa della reale volontà degli italiani, andrebbe verificata, naturalmente prima di tutto con i nostri alleati». Silvio Berlusconi torna al centro della scena. In un’intervista a Repubblica ammette la possibilità di un cambio di governo e maggioranza. Certo, senza gli stellati: «Noi e i 5 Stelle abbiamo una visione diametralmente opposta su tutto».

Il leader azzurro ammette peraltro la «differenza di vedute» con gli alleati sul Mes, il meccanismo europeo di stabilità. Dalla Lega le reazioni non si fanno attendere: «La via maestra sono le elezioni — si legge in una nota —. Mandare a casa un governo che blocca tutto è vitale per il futuro dell’Italia». Fino al botto: «Sul Mes la posizione di Forza Italia è contro l’interesse nazionale italiano». A nota, segue contro nota azzurra: «Il presidente Berlusconi non si è mai detto a favore di un governo di unità nazionale». Chiude l’incidente la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini: «Forza Italia è all’opposizione e ci resterà: non inseguiamo né Conte né qualche strapuntino di governo». Quanto al Mes, la visione diversa dagli alleati «non ci impedirà di assicurare ad altre Regioni il buongoverno del centrodestra». Insomma: «Il governo di unità nazionale è una fake news». Giorgia Meloni non schiaccia sull’acceleratore: «Berlusconi non dice “sono pronto a un’altra maggioranza”, ma dice che “se ci sono le condizioni per una coalizione coesa che affronti le cose che servono, allora ne parlerò con gli alleati”».

Anche se, prosegue la leader di Fratelli d’Italia, «non sono ottimista che in questa legislatura ci sia una maggioranza coesa in grado di fare cose utili». Poi, arriva il riconoscimento di Giuseppe Conte: «Credo che si possa oggettivamente dire che Forza Italia è la forza di opposizione che si sta distinguendo per un atteggiamento più costruttivo e anche più responsabile. Non vorrei offendere le altre forze di opposizione».Matteo Salvini, però, raffredda i toni: «Per Forza Italia non ci sono le condizioni per inciuci? Perfetto, siamo d’accordo». Incidente chiuso? «Per me non è mai stato aperto».

Quanto a Conte, «ci aspettiamo che il governo inviti rapidamente la Lega, con gli altri partiti di centrodestra, per discutere il piano di rilancio: attendiamo di sapere data, ora e luogo. Serve concretezza». Dove concretezza diventerà l’hashtag salviniano in questa fase politica. Resta il fatto che tutti i leghisti sono convinti che Forza Italia sia pronta a prendere strade diverse come la mille volte ipotizzata maggioranza di responsabilità con Pd, Italia viva e parte del M5S. Il fatto che ieri sia stata messa a calendario per il 27 luglio la riforma della legge elettorale per qualcuno ne è la riprova: l’idea è che se almeno un ramo del Parlamento approvasse la nuova legge, sarebbe un buon pretesto, in caso di scivoloni del governo, per formare un esecutivo di scopo. Certo, sul fuoco è stata messa tanta carne: in primo luogo, la legge sul conflitto di interessi. La domanda è: la legge elettorale riuscirà a procedere, almeno alla Camera? Ma su questo, nessuno accetta scommesse.

2 luglio 2020 (modifica il 2 luglio 2020 | 23:18)

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