Firenze, allarme per i grossisti. Con locali chiusi, crollano i fatturati

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La crisi non colpisce solo chi ha dovuto abbassare le saracinesche per decreto. Come ricorda l’analisi di Confcommercio Toscana, a pagare un alto pezzo in termini di calo del fatturato è anche il settore dei grossisti di bevande e alimenti e di prodotti ortofrutticoli che hanno subito un crollo che ha toccato punte del -75%.

Franco Marinoni - Firenze, allarme per i grossisti Con locali chiusi, crollano i fatturati

Franco Marinoni

«L’effetto-pandemia ha colpito tutte le imprese, non solo quelle costrette a bloccare del tutto la propria attività o a limitarla fortemente. Ci sono anche molti casi di aziende che, seppure siano rimaste sempre attive, hanno visto calare in modo considerevole i fatturati. E, al contrario di quanti si sono dovuti fermare per decreto, ora non possono godere neppure dei ristori», ha affermato Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Toscana.

L’impatto sulla filiera

Dietro bar e ristoranti chiusi, un’intera filiera ha patito il blocco dei consumi. A soffrire maggiormente, chi lavorava con i locali del centro città (-75%) mentre chi insisteva maggiormente sulla provincia ha di fatto dimezzato il proprio fatturato. «I più fortunati sono stati quelli che, lavorando con i negozi al dettaglio di aree residenziali, sono riusciti a mantenere un volume di affari in linea con l’anno precedente. Ma chi lavorava con i pubblici esercizi o con i negozi delle aree turistiche ora è a terra», ha precisato Marinoni.

Un danno a cui si è aggiunta la beffa dei mancati ristori: «Nessun decreto ha previsto ristori per queste imprese, poiché nessun Dpcm le ha obbligate alla chiusura e così sono state lasciate completamente sole ad assorbire il contraccolpo di questa situazione», ha proseguito Marinoni. A cascata, ovviamente, la cattiva performance dell’ingrosso alimentare si è riversata sul comparto della produzione agroalimentare, dalle imprese agricole alle industrie alimentari.

La battaglia contro i costi fissi

Nei giorni scorsi, Confcommercio Toscana aveva già fatto sentire la propria voce chiedendo di mettere mano all’annoso problema dei costi fissi. Fra le richieste, l’esonero dal pagamento della Tari per il primo semestre 2021, la revisione della tariffa nella ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche, l’esonero della Cosap per i pubblici esercizi e concessione di spazi esterni pubblici gratuiti per tutto l’anno. Richieste formalmente presentate a tutti i comuni della provincia di Firenze.

«L’obiettivo è duplice – ha spiegato Marinoni – restituire liquidità alle aziende e mantenere l’occupazione, cercando di mettere in sicurezza la nostra economia per l’intera durata della grave crisi economica innescata dall’emergenza Covid-19».