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La Fiorentina perde mentre Chiesa saluta con la fascia di capitano al braccio, che non è quella solita di Astori perché i tifosi si sono opposti. Tensione prima dell’addio. La Samp, dopo due sconfitte, si sveglia, come un orologio rotto che ricomincia a funzionare. Il rigore di Quagliarella nel primo tempo e il pallonetto beffardo di Verre nella ripresa, dopo il pari di Vlahovic, consentono a Ranieri di respirare. Ora sono i viola in apnea: la sconfitta di Milano ha lasciato il segno. Rispetto alle prime due partite la squadra fa un deciso passo indietro sul piano del gioco, del ritmo, dell’intensità. L’attacco continua a pungere poco e la difesa non tiene più. Senza contare che Amrabat, l’acquisto di lusso, da regista non incide.

La Fiorentina parte meglio, più veloce e più convinta, ma è un fuoco di paglia. La Samp esce alla distanza e chiude il primo tempo meritatamente in vantaggio. Quagliarella, sempre lui, guadagna e trasforma il rigore (ma quanto è ingenuo Ceccherini) che sblocca il risultato. I viola si incartano sull’errore clamoroso di Kouame dopo appena 8 minuti e dopo venti la squadra sparisce. La Samp nel frattempo diventa letale. Il pari di Vlahovic sembra una maledizione per Ranieri. Ma la Fiorentina è in vena di regali e si fa cogliere impreparata nell’azione che consente a Verre il pallonetto da tre punti. Le speranze viola muoiono al 95’ sul palo di Chiesa che è pronto per la Juve. E’ evidente che alla Fiorentina, al di là di Cellejon e forse Faraoni dal Verona, serve una punta. Non è più il momento di indugiare.

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 22:43)

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