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dopo l’inter

28 settembre 2020 – 13:01

Lunedì chiude il mercato, ma la Fiorentina darà tempo solo fino a sabato per presentare un’offerta. L’intreccio con Douglas Costa

di Matteo Magrini

«Quant’è bella giovinezza», in questa Fiorentina. Ragazzi terribili che, seguendo gli insegnamenti di Franck Ribery, stanno diventando grandi. Hanno classe, talento, personalità. E testa sulle spalle. Basta pensare a Gaetano Castrovilli, chiamato alla missione più difficile (confermarsi) dopo l’esplosione della scorsa stagione, non ha battuto ciglio. Due partite, due gol. E meno male che doveva accusare il peso di quel «10« sulle spalle. E poi Chiesa. Per lui questi son stati (e continuano ad essere) mesi complessi.

La storia, ormai, è nota. Promesso sposo alla Juventus nell’estate del 2019, fu bloccato da Commisso quando ormai si stava avviando all’altare. Da quel momento, è stato un continuo: voci, nervosismi, malumori, sorrisi spariti e poi tornati. Alla fine, però, siamo tornati al punto di partenza. Federico se ne vuole andare e non a caso, dopo un lungo silenzio, ha lasciato intendere ai dirigenti viola che lui, di rinnovare il contratto, non ne ha nessuna intenzione. Un bel problema, per la Fiorentina. Perché è vero, stavolta Rocco è pronto a lasciarlo partire, ma soltanto a determinate condizioni.

Quelle, per esempio, che il Manchester United aveva sostanzialmente soddisfatto. Hanno fatto sul serio, i Red Devils. Eccome. Si parla di una proposta da (circa) 50 milioni di euro. Tanti, nel mercato ai tempi del Covid. Peccato che Federico, di andare all’estero, non ne voglia sapere. Tra un anno ci sarà l’Europeo e nessuno gli toglie dalla testa che il modo migliore per arrivarci sia restare in Italia. C’è un problema, però. Nessuno, ad oggi, può permettersi certe cifre. Non può il Milan, non può l’Inter e, al momento, non può la Juventus. Uno stallo che va avanti da mesi ma che ora dovrà giocoforza sbloccarsi. In un senso, o nell’altro.

«Nell’ultima settimana tutto può succedere», ha ammesso sabato sera Commisso. Ancora sette giorni infatti, e il mercato chiuderà. Chi vuole Chiesa parli adesso insomma (e si presenti con una proposta all’altezza) o taccia (almeno) fino a gennaio. Con una specifica: la Fiorentina non è disposta ad aspettare le ultime 24/48 ore. Il motivo, è semplice: in caso di cessione, Pradè e Barone, dovranno reinvestire quei soldi, e ridursi allo sprint sarebbe un rischio troppo grande. Ecco perché è lecito aspettarsi che i giorni caldi, per Federico, siano quelli che vanno da oggi a venerdì. Sabato, al massimo.

In corsa è rimasta solo la Juve, e da Torino continuano ad arrivare segnali diretti (al calciatore) e indiretti (ai dirigenti). «Se riusciamo a cedere Douglas Costa, vi portiamo l’offerta». Questo, più o meno, il messaggio. Una proposta che potrebbe essere strutturata così: prestito molto oneroso (10 milioni) con obbligo di riscatto che porti la cifra complessiva vicina ai 40 milioni. Più bonus. Soldi che i viola non spenderebbero per un attaccante ma, più probabilmente, per un jolly offensivo. Uno come De Paul, per esempio. Insieme, magari, ad un esterno che possa alternarsi a Lirola sulla destra. Uno come Davide Faraoni, per esempio, attualmente al Verona. A prescindere dalla posizione di Chiesa comunque, ci sono (almeno) un difensore centrale (piacciono Martinez Quarta, classe ‘96 del River Plate, Fazio (Roma) e Lyanco, del Torino) e un’alternativa a Biraghi: Ken Sema (Udinese) e Junior Firpo (Barcellona) i nomi cerchiati in rosso.

28 settembre 2020 | 13:01

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