Un’offensiva ha paralizzato il sito per diverse ore. L’ha rivendicata un collettivo filo Mosca, impegnato con Killnet a colpire chi sostiene l’Ucraina (tra cui l’Italia)

Hacker filorussi hanno colpito con un attacco DDoS il sito web del Parlamento finlandese mandalo per diverse ore offline a causa dell’eccesso di richieste (caratteristica di questo tipo di offensive).

Il collettivo NoName057(16), che assieme ai “colleghi” di Killnet ha effettuato diversi attacchi contro i Paesi che sostengono l’Ucraina (tra cui l’Italia), ha rivendicato l’attacco sul proprio canale Telegram alludendo al percorso di adesione della Finlandia alla Nato. “Abbiamo deciso di fare una visita ‘amichevole’ alla vicina Finlandia, le cui autorità sono così desiderose di entrare nella Nato”, si sono vantati gli hacker russi.

L’attacco è avvenuto lo stesso giorno in cui il presidente statunitense Joe Biden ha firmato i documenti di ratifica che esprimono il sostegno di Washington all’adesione all’alleanza, procedure che Finlandia e Svezia hanno avviato a maggio alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina.

In attesa della conclusione del processo, Finlandia e Svezia che si trovano in “una zona grigia non priva di pericoli”, come l’ha definita recentemente Pia Rantala-Engberg, ambasciatrice finlandese in Italia, in un’intervista a Formiche.net. “Ovviamente sappiamo che finché il processo di adesione non sarà completato non potremo godere dell’articolo 5”, ha aggiunto. “Siamo comunque felici di sapere che i nostri alleati hanno a cuore le nostre preoccupazioni”.

Come raccontato su Formiche.net nelle scorse settimane, è assai remoto che Mosca reagisca militarmente. Ma ciò che Helsinki e Stoccolma più temono nella cosiddetta “zona grigia”, cioè tra la presentazione della domanda e l’adesione alla Nato, sono le minacce ibride come i cyber-attacchi e le interruzioni di approvvigionamento energetico. Obiettivo: alimentare caos nei due Paesi.

In ogni caso, però, osservavamo, la strada che li conduce verso la Nato appare in discesa, a giudicare dai sondaggi e dall’ottimismo che trapela dagli ambienti diplomatici e governativi.