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Figuriamoci se ai trans poteva mancare il “reddito garantito”: cosa succede negli Usa




Roma, 21 nov – Ora anche il reddito per trans. Non solo, esclusivo per trans. La questione non poteva che essere lanciata nei celeberrimi Stati Uniti d’America, da sempre all’avanguardia quando si tratta di storpiare il senso di comunità e di logica, per non parlare dello strano artifizio dialettico di definire “lotta alla discriminazione” ciò che rappresenta esattamente una discriminazione, come il sussidio appena nominato.

Reddito esclusivo per trans

Come riporta il Giornale, il delirio questa avolta avviene a San Francisco. Il che non è neanche una novità, a ben vedere, visto il bacino ideologicamente solido di cui il mondo arcobaleno gode da quelle parti. Ed ecco che viene lanciato il programma, focalizzato su un reddito garantito per i membri della comunità trans. Esso dovrebbe concedere a 55 residenti, ritenuti “idonei”, circa 1.200 dollari al mese, per un massimo di 18 mesi. Lo scopo ufficialmente sarebbe di aiutare ad affrontare l’insabilità lavorativa. Ma solo per le persone transgender, le uniche le quali – specialmente in un periodo così difficile – potrebbero mai conoscere la parola “povertà”. Gli etero, probabilmente, saranno ricchi per principio. Le altre minoranze? Stesso discorso, per un programma per il quale sono stati stanziati la bellezza di 2 milioni di euro, sempre ufficialmente per sostenere le persone “più colpite dalla pandemia”.

Solito presunto “contrasto alle diseguaglianze”

Il  direttore esecutivo di Lyon-Martin Community Health Services, JM Jaffe, ha così dichiarato: “Speriamo che il nostro programma di reddito garantito sia l’inizio di un processo riparativo per contrastare le disuguaglianze vissute dalle nostre comunità, aiutarle a sopravvivere in un mondo che discute costantemente del loro diritto a esistere e consentire loro di usufruire dei servizi sanitari in modo modo significativo e che possa cambiare la loro vita”. Un trans insomma ha diritto a percepire sussidi e magari a non lavorare. Non fa una grinza, se si vive nell’universo parallelo Lgbt e in tutte le sue storture. Le stesse che ciarlano di discriminazioni operando altre discriminazioni. Perché l’importante è sempre non discriminare chi diciamo noi, ma in realtà concedergli un privilegio così, un tanto al chilo, perché l’ideologia lo impone.

Alberto Celletti

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