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Per la serie dedicata alle grandi balle raccontate dagli esponenti del Movimento 5 Stelle ai propri elettori e a tutti gli italiani, oggi accendiamo un faro sul presidente della Camera Roberto Fico. Il tema è di quelli che scottano e che tanto cari erano al M5S: l’acqua pubblica. Nei giorni in cui si scopre che Di Maio va a cena con la Casellati per inciuciare con Forza Italia (mentre sui social tutti continuano a dire “Mai con Berlusconi”), e si scopre che Patuanelli fa una norma “ad aziendam” per salvare Mediaset, Fico pensa bene di scrivere una lettera su Il Manifesto per ricicciare il tema dell’acqua e provare così a dare agli elettori 5Stelle l’idea che qualcosa del Movimento delle origini è ancora viva. Ma non è così, ahiloro. Anche Fico, infatti, racconta una grande balla.

Devono aver battuto forte la testa tutti insieme, Fico compreso, gli onorevoli del Movimento Cinque Stelle. Colpiti al capo da un trauma così forte, una volta entrati nei palazzi del potere, da dimenticare tutte o quasi le battaglie sostenute, a voce, quando erano ancora nelle piazze. Un oblio totale che non ha risparmiato il tema dell’acqua pubblica, che aveva visto battersi i grillini a partire dal 2013, anno in cui alcuni rappresentanti pentastellati entrarono in Parlamento armati di borracce e la scritta “acqua bene comune”. Un’epoca fa, ormai. Di quel progetto oggi non restano che vaghi ricordi, echi lontani e ormai decisamente sbiaditi.

A nulla vale che Fico dica nel suo pezzo su Il Manifesto che “l’acqua pubblica è la prima stella del Movimento, il cuore dei beni comuni”, se poi il M5S, dopo 3 anni di legislatura, non può dimostrare di aver portato in parlamento questa legge che dicevano prioritaria. Ad oggi, infatti, è tutto fermo. L’unica cosa che si muove è la lingua dei grillini, che a chiacchiere, a quanto pare, sono diventati bravissimi. Ma coi fatti… lasciano ancora molto a desiderare. E lo sanno bene quelli del Forum nazionale e il Coordinamento ligure dei movimenti per l’acqua che hanno restituito poco tempo fa – simbolicamente – proprio a Beppe Grillo la prima delle cinque stelle fondative del movimento, quella dell’acqua pubblica appunto.

La proposta di legge dell’acqua pubblica, presentata dopo l’esito del referendum del giugno 2011, giace dimenticata in qualche cassetto del Parlamento italiano. “La ripubblicizzazione – dice il Forum – è solo questione di volontà politica e porterebbe a diversi benefici in termini di tariffe più eque e effettiva realizzazione degli investimenti. Basta tatticismi, mezze verità, continui ritardi e bugie, il Parlamento si assuma le proprie responsabilità e proceda celermente alla discussione della nostra proposta di legge fino all’approvazione senza stravolgimenti”. E hanno ragione, il Movimento sembra infatti essersi dimenticato non solo di questa stella, ma anche di tutte le altre.

Cadranno, una a una, tutte le stelle. E del Movimento delle origini, quello del Cambiamento, anti-sistema, anti-Europa, No-Tav, No-Tap e per l’acqua pubblica, non rimarrà più nulla. Solo poltrone, nomine e giochi di palazzo. Ma Fico oggi scrive ancora: “L’acqua è la prima stella, quella da cui il Movimento stesso ha preso le mosse […]. Con la nuova stagione politica abbiamo un’opportunità. Sono infatti convinto che sui temi legati ai beni comuni e all’ambiente la collaborazione tra il M5S e il centrosinistra possa innescare quel cambio di passo atteso da anni. Per parte mia farò tutto il possibile per stimolare il confronto e raggiungere quell’obiettivo irrinunciabile che consiste nel dare al Paese una legge modello per il decimo anniversario del referendum sull’acqua pubblica”. Altre chiacchiere.

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