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Far west in piazza Trieste e Trento, i commercianti: “L'esercito? Sta sotto la finestra del Prefetto” – Il Riformista

“Regalo quote bar a sindaco, così capisce cosa viviamo”

Francesca Sabella — 6 Settembre 2022

Far west in piazza Trieste e Trento, i commercianti: “L’esercito? Sta sotto la finestra del Prefetto”

Mentre i “grandi” si riuniscono nella stanza dei bottoni per dare vita all’ennesimo comitato sulla sicurezza cittadina, c’è una piazza allo stremo. È piazza Trieste e Trento, teatro dell’ennesima azione violenta. Si spara, si fanno rapine, si distruggono le vetrine delle attività commerciali che con coraggio decidono di lavorare ancora in quella che è oramai terra di nessuno. L’ultima azione criminale nella notte tra sabato e domenica dove nelle vicinanze della piazza un uomo è stato ferito alla gamba da un proiettile e, non è ancora chiaro se i due episodi siano collegati, altri colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi da persone in scooter mentre tutto intorno c’era il panico, con decine di turisti e avventori che sono scappati via terrorizzati.

Il tutto davanti a una politica inebetita che non solo non sa cosa fare, ma pare non sapere neanche cosa succede in città. La sensazione è quella di una classe dirigente che guarda dalla finestra, senza scendere in strada a toccare con mano la realtà. «Io vorrei cedere, a titolo gratuito, una parte delle mie quote al sindaco Manfredi e al prefetto di Napoli Palomba per fargli capire cosa vuol dire lavorare in queste condizioni. Lo farei per fargli toccare con mano quello che viviamo ogni giorno». A lanciare la provocazione, che poi nemmeno tanto… sarebbe bello vedere cosa ne pensano davvero le istituzioni,  è Antonio Visconti, uno dei proprietari del Bar Monidee di Piazza Trieste e Trento. La zona ormai terra di nessuno. Negli ultimi sei mesi Visconti ha fatto ben quindici denunce e racconta di una situazione al limite del possibile: «Siamo letteralmente abbandonati a noi stessi, non siamo tutelati né dal Comune né dalla Regione – afferma Visconti – Il nostro antagonista è lo Stato: purtroppo se non si riesce a garantire la sicurezza, noi commercianti perdiamo serenità e voglia di investire e lavorare».

E a nulla servono i comitati per l’ordine e la sicurezza: «L’amministrazione si deve decidere, il Prefetto ci ha ricevuti e rassicurati. Hanno previsto un presidio di militari – racconta ancora Visconti – Ma non basta, è stato sbagliato nella forma e nell’impostazione: sono stati messi sotto la finestra del Prefetto, il problema vero però è l’altra parte della piazza, dove dalle dieci di sera in poi è terra di nessuno. E fa specie – aggiunge – come l’amministrazione comunale sia lontana anni luce da quelle che sono le problematiche di Napoli. C’è una minoranza che ha preso il sopravvento sulla città, abbiamo stima e fiducia nel sindaco, ma non abbiamo ricevuto nessun segnale concreto, oltre alle famose rassicurazioni…». Da qui la rabbia di una malagestione delle risorse, che saranno pure poche come lamentano da ogni parte gli organi istituzionali, ma sono anche male organizzate. «Lo Stato deve dirci cosa vuole fare – conclude Visconti Alla partenza del Calcio Napoli da Piazza Garibaldi, c’erano 70 poliziotti come scorta, ma cinque non dico tanti, non possono essere dislocati a Piazza Trieste e Trento? I fatti stanno a zero e la cosa tragica è che c’è una parvenza di normalità, questi fatti non fanno più notizia».

E mentre i commercianti sono allo stremo, sindaco e prefetto si riuniscono: «Durante il Comitato – ha detto Manfredi analizzeremo questo caso e prenderemo i provvedimenti che sono necessari. Napoli ha bisogno di più controlli». Napoli ha bisogno di una politica che sappia cosa fare, fuori dalle stanze di Palazzo. Sulla questione è intervenuto con una nota anche il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo:Gli esercenti di piazza Trieste e Trento non ne possono più. La misura è colma. La pazienza è finita. Abbiamo associati in zona, imprenditori volenterosi e capaci, che stanno pensando di trasferire le loro attività. ‘Basta, non ce la facciamo più’ è la frase che ci sentiamo dire più spesso in questo periodo. è questo ciò che vogliono le istituzioni cittadine? Far chiudere i negozi, i bar, i ristoranti degli imprenditori perbene? Com’è possibile che non si riesce a garantire la sicurezza nemmeno in un’area centralissima?” Ecco, come è possibile che la terza città d’Italia sia in mano a nessuno? Che a un anno dall’insediamento della nuova amministrazione non si è in grado di dare risposte ai cittadini? Ah ma ci sono i Comitati… e l’esercito schierato, ora, fino a tarda notte nella piazza.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.

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