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“Fanpage e il direttore cancellato”, nessuna diffamazione: archiviata la querela di Piccinini a Bonaventura

Nessun rinvio a giudizio. Nessuna diffamazione nell’articolo che provava a spiegare i motivi che lo scorso 19 marzo 2021 portarono l’editore di Fanpage.it, Gianluca Cozzolino, ad annunciare dopo quasi nove anni il cambio di direzione. Usciva Francesco Piccinini, entrava Francesco Cancellato in condirezione con Adriano Biondi.

Un articolo quello firmato dal giornalista Domenico Bonaventura su Velocitamedia.it poco gradito a Piccinini che ha querelato per diffamazione aggravata dal mezzo stampa il collega salvo poi, lo scorso 26 luglio 2022, leggere l’ordinanza di archiviazione da parte di Anna Tirone, gip del tribunale di Napoli, che ha accolto la richiesta avanzata più volte dal pm dopo una primo ricorso dello stesso ex direttore di Fanpage.

Per il giudice la richiesta di archiviazione formulata dal pm merita di essere accolta “non essendo gli elementi in prova già acquisiti in atti idonei a sostenere l’accusa in giudizio e non apparendo possibili approfondimenti investigativi utili in tal senso“.

Nessuna diffamazione dunque nell’articolo dal titolo “Fanpage e il direttore cancellato: storia di un cambio annunciato” dove Bonaventura, difeso dall’avvocato Massimo Sartorio d’Analista, scriveva che il cambio di direzione era imputato alla “linea super schiacciata sul governo Conte che non sarebbe piaciuta neanche un po’ proprio all’ad di Ciaopeople Gianluca Cozzolino“, oltre che al mancato gradimento di partecipazioni televisivi poco performanti di Piccinini da parte anche dei “redattori anziani“. Una scelta “per provare a recuperare la credibilità perduta” scriveva il giornalista ricordando una “topica di rilievo“, ovvero l’annuncio sui social dell’ex direttore, alle quattro di notte e con lo spoglio ancora in corso, della vittoria di Donald Trump alle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti vinte poi da Joe Biden.

Nell’ordinanza di archiviazione il gip Tirone ricorda una sentenza della Cassazione del 23 marzo 2012 secondo la quale “negare il diritto di critica, solo perché lesivo della reputazione di taluno, significherebbe negare il diritto di libera manifestazione del pensiero. Il diritto di critica, pertanto, può essere esercitato anche mediante espressioni lesive della reputazione altrui, purché esse siano strumento di manifestazione di un ragionato dissenso e non si risolvano in una gratuita aggressione distruttiva dell’onore“.

In sostanza Bonaventura ha affrontato nel suo articolo un fatto vero accaduto (il cambio di direzione del giornale) “ponendo l’accento sugli orientamenti politici ritenuti privilegiati della persona offesa, senza, tuttavia, trasmodare in espressioni inutilmente e gratuitamente offensive e restando lo scritto nella stretta area tematica pertinente al commento” scrive il Gip.

L’articolo “Fanpage e il direttore cancellato”, nessuna diffamazione: archiviata la querela di Piccinini a Bonaventura proviene da Il Riformista.

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