fan-infuriati-contro-la-sirenetta-afro:-record-di-“non-mi-piace”,-2-milioni-in-pochi-giorni

Fan infuriati contro la Sirenetta afro: record di “non mi piace”, 2 milioni in pochi giorni




Roma, 15 set — Due milioni di reazioni negative su YouTube per l’anteprima del rifacimento della Sirenetta versione afro: letteralmente un oceano (in questo caso è proprio il caso di dirlo) di «dislike» e di commenti canzonatori da parte di troll e di fan indignati per l’ennesima storpiatura woke presente in un remake Disney.

Due milioni di “non mi piace” per la Sirenetta afro

Se è vero che YouTube da tempo ha deciso di non rendere più accessibile il numero di reazioni negative sotto i video, è però ancora possibile visualizzarle (lo abbiamo fatto anche noi) semplicemente installando un’estensione di Google Chrome, Return YouTube Dislike (Riporta i dislike su YouTube). L’estensione rende visibile il numero di «non mi piace» che la piattaforma ha semplicemente nascosto alla vista degli utenti, ma che sono ancora diffusi pubblicamente attraverso le api di YouTube. Attivando Return YouTube Dislike la vecchia interfaccia di YouTube viene ripristinata. E il contatore sotto il video del trailer segna implacabilmente la cifra di due milioni, contro i 789 milioni di «mi piace».

Stravolgere storia e letteratura

E’ un periodo decisamente turbolento per i remake dei film fantasy: i produttori fanno a gomitate per introdurre personaggi «inclusivi» (sempre afroamericani, mai una volta che vengano scelti «sostituiti» asiatici), nel nome della “diversità” vengono stravolti pezzi di storia e di letteratura con rifacimenti a dir poco grotteschi, incontrando il plauso dei progressisti e le critiche feroci dei puristi che ora passano per «razzisti». Dagli Anelli del Potere (di cui Prime ha ha chiuso la sezione recensioni per 72 ore data la mole di commenti negativi dei fan inferociti) passando per la fatina Afro e pelata di Pinocchio e arrivando infine alla Sirenetta, è tutta un’appropriazione culturale (per rifare il verso agli alfieri woke) per costituire attrattiva commerciale anche sulle fasce di consumatori più etniche.

Il tutto viene compiuto al grido di «le favole originarie non sono abbastanza inclusive». Ma è veramente così? Se andiamo a controllare nel rooster di principesse ed eroine Disney, per esempio, scopriamo che la “diversità” è l’ultimo dei problemi: Mulan è cinese, Pocahontas indiana, Jasmine di Alladin è araba, Tiana de La principessa e il ranocchio è afroamericana, Esmeralda del Gobbo di Notredame è una nomade.

Cristina Gauri

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.