Sport

F1, Gp del Belgio. Leclerc: «È triste vedere la Ferrari così indietro»

f1,-gp-del-belgio.-leclerc:-«e-triste-vedere-la-ferrari-cosi-indietro»

Ferrari contro Williams, ma non è come negli anni’90 quando Schumacher si giocava i Mondiali contro Damon Hill e Jacques Villeneuve. Il nuovo Cavallino del «riapriremo il ciclo» lotta contro la nobile decaduta della F1, appena venduta da Sir Frank, per posizioni imbarazzanti in fondo alla griglia. Le salite delle Ardenne, dove negli ultimi due anni prima Sebastian Vettel e poi Charles Leclerc erano usciti vittoriosi, adesso sono pareti ripidissime.

Le curve di Les Combes, Malmedy, Pouhon poi sono un incubo per un macchina dagli enormi difetti in cui la coperta è sempre corta comunque la stendi: nel secondo settore appunto, quello più guidato, accumulava ritardi da pendolare. Leclerc è più lento di 1,3” rispetto a dodici mesi fa: se potesse andrebbe a piedi a Maranello a riprendere la SF90, la monoposto del suo primo successo in F1. Ma non è possibile, questa è la realtà di oggi, di uno dei peggiori venerdì della storia recente della Ferrari. Anche Charles, che pure non si aspettava miracoli, esce provato: «Non sono belle sensazioni, è triste vedere la Ferrari così in basso. È già successo però di trovare una soluzione al sabato». Troppo giù per essere vera, a una settimana dal Gp di casa a Monza a e due dal millesimo al Mugello davanti a 3.000 spettatori: la Regione Toscana ha firmato ieri l’ordinanza che apre a una piccola fetta di pubblico su una pista che nell’epoca pre-Covid ospitava 100 mila persone per la MotoGp.

Per arginare la caduta libera resta una sessione di prove libere sabato mattina dopo il lungo lavoro di analisi sulle grane. La scelta di un assetto estremo, con ali scariche sul genere di quelle utilizzate a Silverstone (e lì avevano funzionato), ha prodotto effetti disastrosi nella parte più guidata. A complicare il tutto le basse temperature dell’asfalto (ieri c’erano 20 C°), né Leclerc né Vettel sono mai riusciti a scaldare le gomme, a causa della mancanza di carico aerodinamico.

Senza più i cavalli dell’anno scorso, i tecnici hanno visto fin dove potevano spingersi per recuperare velocità sul dritto su un circuito dove il motore marcia a piena potenza per il 79% del giro. È sempre il discorso della coperta, è corta comunque. Nel box confidano di trovare un compromesso sul set-up, ma si attendono altre qualifiche difficili. Di scattare fra la decima e la dodicesima casella. Nei boschi preferiti da Schumi, dove solo un gigantesco Verstappen prova a riscrivere un Mondiale già scritto

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 22:11)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *