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Elettricità, Antitrust all’attacco: «La struttura di costo della bolletta altera le scelte dei consumatori»

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di Fabio Savelli09 lug 2020

Elettricità, Antitrust all'attacco: «La struttura di costo della bolletta altera le scelte dei consumatori»

«L’attuale struttura di costo della bolletta determina una alterazione delle scelte dei consumatori, che devono assumere le proprie decisioni senza avere piena consapevolezza di quale sia il reale costo del servizio che stanno acquistando e dei reali vantaggi economici sottostanti la scelta di cambiare operatore». Ad affermarlo, in audizione al Senato, il Capo di Gabinetto dell’Antitrust, Enrico Quaranta. Il costo del servizio di fornitura di energia per l’utenza è formato da quattro componenti principali: spesa per la materia energia (nel IV trimestre 2019: 45,6%); spesa per oneri di sistema (22,6%); spesa per il trasporto e la gestione del contatore (18,8%); totale imposte e IVA (13%). Gli oneri generali di sistema, in particolare, «sono componenti tariffarie il cui gettito, di natura parafiscale, è destinato alla copertura di costi necessari per il conseguimento di obiettivi di interesse generale per il sistema elettrico», ha sottolineato.

Tuttavia «nel corso degli anni vi è stato un progressivo incremento della spesa per oneri di sistema nel settore elettrico, soprattutto – ha proseguito il Capo di Gabinetto dell’Antitrust – a causa della necessità di un sempre maggiore gettito per far fronte ai diversi obiettivi cui essi sono destinati (la crescita più significativa è imputabile all’aumento del fabbisogno necessario al sostegno alle fonti rinnovabili), il che ha comportato anche un aumento dell’incidenza di questa componente sulla spesa assoluta per il servizio di vendita dell’energia». E qui «emerge il primo effetto negativo: la complessità e articolazione della bolletta elettrica è tale da compromettere significativamente la trasparenza e la comprensibilità delle fatture per l’utenza».

Il mercato della vendita di elettricità ai clienti finali in Italia, «dopo ormai 13 anni da quando è stata data la piena possibilità al consumatore domestico di scegliere liberamente il proprio fornitore, resta ancora altamente concentrato», denuncia ancora Quaranta. Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati dal regolatore di settore Arera, relativi all’anno 2018, «il principale operatore si assesta ancora su quote di mercato pari a quasi il 70% nel segmento domestico e quasi il 40% nel mercato delle piccole imprese», sottolinea.

«L’ennesima proroga» alla cessazione del regime di maggiore tutela del prezzo nel mercato dell’energia elettrica sia anche l’ultima, rincara Quaranta. L’Antitrust è, infatti, già intervenuta sulla questione a metà giugno, con una segnalazione ad hoc. «Al fine di evitare ulteriori effetti anticoncorrenziali, particolarmente negativi per l’utenza e aggravati, da ultimo, dalle crescenti difficoltà derivanti dall’attuale situazione di emergenza sanitaria, l’Autorità – si ribadisce – ha ritenuto necessario ribadire come il nuovo termine individuato dall’articolo 12 del decreto Milleproroghe, che proroga al primo gennaio 2022 la cessazione del sistema di regolazione di prezzo nel mercato dell’energia elettrica, per le micro imprese e per i clienti domestici, e al primo gennaio 2021 nel mercato dell’energia elettrica per le piccole imprese, debba avere carattere di definitivita’ e non possa essere oggetto di ulteriori rinvii».

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