eisenberg,-il-cacciatore-dei-record-di-velocita,-e-morto-in-un-incidente.-tentava-un’impresa-con-la-porsche

Diceva di sentire il sangue al cervello, di non poter rinunciare a quella adrenalina. Per coprire il rumore dei motori in cuffia si sparava «Enter Sandman» dei Metallica, l’aveva scelta anche come colonna sonora per le sue imprese. La usava per concentrarsi, prima di salire in moto o di mettersi al volante a caccia dell’ennesimo record.

L’ultimo tentativo gli è costato la vita.Zef Eisenberg, uno dei più noti cacciatori di record di velocità al mondo, è morto giovedì in un incidente sul campo di volo Elvington vicino a York. Lo stesso aeroporto dove nel 2006 Richard Hammond, presentatore di The Grand Tour, finì in coma dopo uno schianto su un dragster durante le riprese di Top Gear.

Eisenberg, inglese, aveva 47 anni, lascia una moglie e due figli. Qualche anno fa si era salvato per miracolo cadendo a 370 all’ora da una moto modificata nello stesso campo di volo, dove un tempo si esercitava la Raf. Stavolta non ce l’ha fatta: era al volante della sua Porsche 911 Turbo S mentre cercava di superare il primato britannico di velocità nella sua categoria. Secondo le ricostruzioni ha perso il controllo della macchina verso la fine della corsa.

Ex bodybuilder, aveva un gran fiuto per gli affari: era diventato ricchissimo fondando «Maximuscle», un’azienda specializzata nella nutrizione degli sportivi e negli integratori. Poi rivenduta per oltre 160 milioni di sterline al colosso farmaceutico GlaxoSmith.

Nemmeno un altro incidente, nel quale aveva rischiato di perdere l’uso delle gambe, era riuscito ad allontanarlo dalla sua pericolosa passione: si autodefiniva «Speed Freak». L’anno scorso era tornato «in pista» per togliere all’attore Idris Elba un primato stabilito in Galles nel 2015. Eisenberg era entrato nel libro dei Guinness per aver guidato una motocicletta spinta da una turbina a 363 km/h.

La Fia gli ha riconosciuto diversi altri primati su moto elettriche. Era diventato famoso anche in tv dove conduceva programmi di nicchia, dedicati ai motori ovviamente. Oggi il mondo della «high speed» lo piange e lo ricorda con affetto.

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 17:44)

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