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Ma perché Luis Suarez aveva bisogno del passaporto italiano? Per lasciare la Liga, destinazione Italia. Per il calcio spagnolo Suarez ha lo status di comunitario: ha una moglie uruguaiana figlia di friuliani, Sofia Balbi, con passaporto italiano. Così come i tre figli. Per il calcio italiano questo non basta: serviva quindi anche il passaporto italiano per il calciatore. Che inaspettatamente si è trovato di fronte a questo ostacolo, con la Juventus che aveva appena occupato le due caselle per giocatori extracomunitari (il brasiliano Arthur e l’americano McKennie). Il regolamento diverso tra Italia e Spagna ha costretto l’entourage di Suarez a una corsa contro il tempo. Suarez a quel punto aveva di fronte due strade per diventare comunitario: gli anni di lavoro in Catalogna gli avrebbero dato il diritto di ricevere la cittadinanza spagnola, ma questa possibilità è stata abbandonata per ragioni di tempo.

Nel richiedere la cittadinanza italiana di gran corsa il centravanti non è partito da zero. Anni fa aveva già avviato la pratica, senza però portarla a conclusione perché ai tempi non ne sentiva una reale urgenza.

L’esistenza di un fascicolo già aperto al Consolato italiano di Barcellona sembrava uno snodo decisivo per portare a termine la seconda strada, perché consente di accelerare nel processo che doveva portare al giuramento finale. Serviva però il certificato che attestasse la conoscenza dell’italiano a livello B1. E sul terzo ostacolo Suarez è scivolato goffamente, senza più neppure essere più in corsa per la Juve.

22 settembre 2020 (modifica il 22 settembre 2020 | 16:25)

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