Ecco i regali di Natale di Conte. Ai ristoratori? Macché: ai poteri forti

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di Gianluigi Paragone.

Sono sceso in piazza con le partite iva, i ristoratori e tutti coloro che non si rassegnano agli annunci che Palazzo Chigi partorisce da mesi. Ristoratori che fanno i ristoratori e non gli attori che diversificano facendo i ristoratori ma poi vanno in tv a fare i preziosi per farsi belli con i giornalisti fichetti.

Annunci di soldi, di ristori, di bonus e superbonus, di clic day, di cashback, venduti come “la” soluzione che ci voleva per ripartire e diffusi con la voce unica del Grande Fratello mediatico. In questo frullatore di tg e giornali scompaiono le notizie vere, quelle che potrebbero far aprire gli occhi ai cittadini comuni. Ne prendo tre, utili per spiegare come ai grandi soggetti arrivino i soldi veri.

Comincio da un settore che mi sta a cuore, su cui ho cercato di intervenire più volte sempre ostacolato e bloccato dal Mise: le bollette della luce e del gas. Bene, il ministro Patuanelli sta lavorando per traghettare tutte le piccole imprese nel libero mercato ponendo fine al mercato della maggior tutela. Premesso che il Movimento Cinquestelle si era impegnato in campagna elettorale (cioé aveva preso voti) a bloccare la fine della maggior tutela e premesso pure che stare nel mercato di maggior tutela è una scelta, dal primo gennaio 200 mila piccole imprese dovranno avventurarsi nel mare del libero mercato, un mare dove tre grandi player si pappano poco più del 46% del mercato. In attesa dell’altra grande fetta del mercato domestico e delle micro imprese cui toccherà la stessa fine un anno dopo.

In poche parole, stanno regalando ai soliti una ulteriore platea su cui fare business. Metter fine alla maggior tutela significa, alle condizioni del Mise, regalare prelibati bocconcini a Enel, Edison, Hera e A2A, le cui offerte mirabolanti spesso nascondono sorpresine che solo con le bollette successive si vengono a scoprire. Ovviamente il “cartello” dei più forti rappresenta una stortura del libero mercato; anzi, a dirla tutta, la scarsa trasparenza delle vere condizioni sono proprio figlie di questa concentrazione.

Il (fu) grillino Patuanelli in poche parole ha sacrificato le tutele dei consumatori per fare un regalo al Sistema: poco male per uno che parla con Castellucci (sistema Benetton), Elio Catania (ex tante cose, uno che Grillo chiamava “un poveraccio”) e Bono (Fincantieri). Il primo beneficiario è la Enel del riconfermato Starace, un tipetto che agli studenti della Luiss parlava col piglio padronale: andate su un qualsiasi motore di ricerca, digitate le parole Starace e Luiss e poi ditemi se una partecipata di Stato debba essere rappresentata da un manager di tale risma. Enel non soltanto è egemone nel libero (?) mercato ma lo è pure nel settore comunemente noto come “salvaguardia”, cioé lo spazio di chi non sceglie o non può scegliere, le cui condizioni di tutela costeranno ancora di più. Adesso capite perché ci arrivano bollette con oneri di sistema esosi e soprattutto il Mise ha bloccato le mie proposte di drastica riduzione degli oneri di sistema.

Un altro esempio di “trasparenza”, il governo Conte/Gualtieri ce lo offre su Montepaschi di Siena, una banca che i cittadini italiani (anche quelli che ieri sono scesi in piazza) hanno abbondantemente pagato e coperto. Bene, il 17 dicembre scorso, Mps ha approvato il Piano strategico 2021/2025. Che cosa hanno fatto i Signori di Rocca Salimbeni? Non hanno trasmesso al mercato le linee guide del Piano, limitandosi a comunicarle al solo Ministero del Tesoro, cioé al suo primo azionista. Dettaglio: il Tesoro è primo azionista per effetto di una “nazionalizzazione” (cioé soldi pubblici) effettuata dall’allora ministro Padoan. Che guarda caso è il nuovo presidente di UniCredit, cioé la banca indicata dai più come prossimo acquirente di Mps.

Può darsi che ciò non sia vero, tuttavia è altresì vero che pensare male si fa peccato per quanto ci si azzecchi spessissimo. Anche stavolta potrebbe essere così: perché infatti solo il Tesoro può conoscere le linee guida del piano? E perché solo il Tesoro può accedere alla data room di Mps, cioè alla banca dati necessari per mettere sul mercato la banca senese?

Infine, perché la trasparenza non vale – come invece dovrebbe valere – per i piccoli azionisti, tra cui c’è il fondo Bluebell Partners che ha mosso azione legale (vincendo in primo grado) contro gli ex capi di Mps, Profumo e Viola? Non vorremmo davvero che si stesse giocando una partita su quale partito indirizzerà e, absit iniuria verbis, metterà le mani su Rocca Salimbeni.

L’ultimo grande regalo ai più forti riguarda i contratti per i vaccini: segreti, numerosi e asimmetrici, cioè sbilanciati a favore delle multinazionali del farmaco. Sicuramente sarà come dicono loro: il vaccino ci renderà liberi, un po’ come la verità evangelica. Così come sicuramente la variante britannica non inficia i vaccini. Ma una domanda mi assilla: dopo tutti i contratti secretati che sono stati firmati dalla Commissione europea, secondo voi qualcuno direbbe mai che i vaccini sono un po’ meno efficaci? Chi pagherebbe il danno? Non conoscendo le condizioni contrattuali non lo sapremo mai.