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Ecco come sarà il G7 giapponese. Parla il viceministro Takei – Formiche.net

Il 1° gennaio Tokyo sarà alla guida del Gruppo dopo la presidenza tedesca e prima di quella italiana. In questa intervista, il numero due della diplomazia illustra le priorità del governo Kishida e sottolinea l’importanza della relazione con Roma, anche in materia di sicurezza, come dimostra la recente intesa sui jet di nuova generazione che coinvolge anche Londra

“La sicurezza dell’Europa e dell’Indo-Pacifico sono inscindibili tra loro”, dice Shunsuke Takei, viceministro degli Esteri giapponese, a Formiche.net. Il 1° gennaio la presidente di turno del G7 passerà dalla Germania al Giappone, poi nel 2024 toccherà all’Italia. Takei spiega priorità del governo di Tokyo, presieduto da Fumio Kishida, in vista del prossimo anno.

Su quale agenda intende concentrarsi il Giappone, che ospiterà il vertice G7 nel 2023?

In un mondo che si trova ad affrontare crisi senza precedenti, fra cui l’invasione russa dell’Ucraina e il crescente rischio dell’utilizzo di armi di distruzione di massa, il ruolo del G7 riveste sempre maggiore importanza. Al vertice di Hiroshima del prossimo anno, intendiamo mostrare chiaramente la determinazione del G7 a preservare l’ordine internazionale basato sullo stato di diritto. È intenzione del Giappone guidare il dibattito, nonché la risposta congiunta del G7, in merito a sfide globali quali l’economia mondiale, situazioni regionali tra cui l’Ucraina e l’Indo-Pacifico, il disarmo e la non-proliferazione nucleare, la sicurezza economica, il cambiamento climatico, sanità e sviluppo.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, la sicurezza delle catene di approvvigionamento energetico e alimentare, così come l’approvvigionamento stabile di semiconduttori e di risorse minerarie critiche negli ultimi anni, è diventata un problema. Come affronterà questo problema il G7?

L’invasione russa dell’Ucraina sta avendo gravi conseguenze sull’economia globale, fra cui l’aumento dei prezzi di cibo ed energia, e la scarsità delle forniture. La possibilità di procurarsi queste risorse a prezzi accessibili costituisce la base per una vita dignitosa. Sono richieste misure urgenti in questo momento in cui è minacciata la sicurezza alimentare ed energetica delle popolazioni, in particolare quelle vulnerabili, tanto nei Paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo. Il Giappone, oltre a rafforzare ulteriormente l’assistenza alimentare ai Paesi di Africa, Asia e Medio Oriente e altre regioni, si sta adoperando per garantire un approvvigionamento energetico stabile a livello internazionale attraverso la sensibilizzazione dei Paesi produttori di energia e la cooperazione con le organizzazioni internazionali. Inoltre, come misure a medio e lungo termine, è necessario rafforzare le relazioni con i Paesi ricchi di risorse e diversificare le fonti di approvvigionamento, garantendo al tempo stesso la trasparenza dei mercati e impedendo misure arbitrarie e usi politici delle risorse. L’invasione russa dell’Ucraina ha portato a galla le criticità nella stabilità della distribuzione causate dal disequilibrio delle catene di approvvigionamento globali, e il fatto che esistano Paesi che non esitano a sfruttare le dipendenze economiche a scopi intimidatori indica che questi rischi non sono passeggeri.

Come porre rimedio a questa situazione?

Al fine di rafforzare le catene di approvvigionamento, comprese quelle dei semiconduttori e delle risorse minerarie critiche, è necessario che la comunità internazionale collabori per migliorare ulteriormente la trasparenza, la diversità, la sicurezza, la sostenibilità e l’affidabilità delle catene di approvvigionamento. La sicurezza economica è anche una delle priorità del Governo Kishida, che sta lavorando al rafforzamento della base produttiva e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento di determinati beni strategici, attraverso misure quali l’attuazione della legge sulla sicurezza economica approvata a maggio. Il Giappone assumerà la presidenza del G7 il prossimo anno, ed è nostra intenzione cooperare con tutti i Paesi, a cominciare dal G7, per garantire la sicurezza alimentare ed energetica, nonché per rafforzare le catene di approvvigionamento e rispondere alle intimidazioni economiche.

L’Italia assumerà la presidenza del G7 nel 2024. In quali ambiti Giappone e Italia possono collaborare in futuro?

In un momento in cui la comunità internazionale si trova ad affrontare sfide quali l’aggressione della Russia all’Ucraina, è più che mai importante che i Paesi che condividono i medesimi valori, tra cui il Giappone e l’Italia, agiscano in sintonia. Al vertice di Hiroshima del prossimo anno, il Giappone intende dimostrare la ferma determinazione del G7 a preservare l’ordine internazionale basato sullo stato di diritto. In quanto partner importante del G7 nell’affrontare insieme le varie sfide della comunità internazionale, lavoreremo sempre più a stretto contatto con l’Italia, che assumerà la presidenza nel 2024. La sicurezza dell’Europa e dell’Indo-Pacifico sono inscindibili tra loro e non è accettabile alcun cambiamento unilaterale dello status quo con la forza, in nessuna parte del mondo. Finora abbiamo concordato con l’Italia di promuovere la cooperazione al fine di realizzare un “Indo-Pacifico libero e aperto”. Questo mese, Giappone, Regno Unito e Italia hanno annunciato lo sviluppo congiunto di un aereo da combattimento di nuova generazione. Questa cooperazione tra i tre Paesi, denominata Global Combat Air Programme (GCAP), getterà le fondamenta per la pace, la stabilità e la prosperità nell’Indo-Pacifico e in Europa, in un contesto sempre più impegnativo per la sicurezza. Auspico vivamente che questa decisione costituisca la base per una cooperazione con Regno Unito e Italia in materia di sicurezza, che continui anche nelle generazioni future. Lo scorso maggio, poco prima della visita del premier Kishida in Italia, è stato siglato l’Accordo in materia di “vacanza-lavoro” tra Giappone e Italia. Con la ripresa della circolazione delle persone, interrottasi a causa della pandemia, auspichiamo che l’Accordo promuova l’interscambio di giovani tra Giappone e Italia nonché la comprensione reciproca, e che rafforzi ulteriormente le relazioni di amicizia tra i nostri Paesi.

Quale futuro per Giappone e Cina? I due Paesi possono costruire una relazione stabile?

Tra Cina e Giappone esistono diversi problemi e questioni irrisolte, tra cui i tentativi di modificare unilateralmente con la forza lo status quo nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, compresa la situazione delle isole Senkaku, nonché una serie di azioni militari condotte dalla Cina intorno a Taiwan. Anche la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan sono importanti. Permangono inoltre serie preoccupazioni sulla situazione di Hong Kong e sui diritti umani nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Lo scorso novembre si è svolto il primo incontro al vertice tra Giappone e Cina in presenza, dopo tre anni. Il primo ministro Kishida ha dichiarato che le relazioni tra Giappone e Cina si trovano di fronte a numerose sfide e questioni irrisolte, ma anche a molteplici possibilità di cooperazione. I due Paesi sono entrambi grandi potenze con importanti responsabilità per la pace e la prosperità della regione e della comunità internazionale; per questo è importante, ha continuato, concretizzare gli sforzi di entrambi volti a costruire “relazioni nippo-cinesi che siano costruttive e stabili”. Anche il presidente cinese Xi Jinping ha concordato su questa idea di fondo. È importante che la Cina adempia con fermezza alle responsabilità che si addicono a una grande potenza, qual è diventata, in conformità con le regole della comunità internazionale. Il Giappone, in collaborazione il G7 e gli altri Paesi che condividono gli stessi valori, continuerà a dialogare strettamente con la Cina a tutti i livelli, compresi incontri al vertice, e esorterà risolutamente la Cina ad azioni responsabili, affermando ciò che va affermato. A tal proposito, è essenziale un dialogo solido, anche sui temi delicati, e una continua collaborazione riguardo alle sfide comuni.

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