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È morto Fino Fini: medico della Nazionale fino a Bearzot e direttore del centro tecnico di Coverciano

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È morto a 92 anni Fino Fini, storico medico della Nazionale italiana. È stato a lungo direttore del centro tecnico, e aveva anche ideato il Museo del calcio, diventato un’eccellenza mondiale. Aveva vinto il Mondiale in Spagna con Bearzot e prim’ancora l’Europeo con Valcareggi. «È un giorno triste per Coverciano — dice Gabriele Gravina presidente della Figc—, per l’azzurro e per il nostro italiano. È una grave perdita per il nostro movimento, per quello che ha fatto, per la sua passione, il suo entusiasmo e la sua infinita cultura».

Fini ha dedicato quasi tutta la vita ai colori azzurri iniziando come medico della Nazionale juniores dal 1958 al 1970, per passare a quella maggiore dove ‘è rimasto dal 1962 al 1982. Ma il suo nome è legato a doppio filo con il centro tecnico di Coverciano di cui è stato il responsabile per oltre trent’anni, dal 1967 al 1995.

Curava nei minimi dettagli la struttura che ospita i raduni dell’Italia, la gestione della scuola degli allenatori. Sua l’idea di dedicare uno spazio ai trionfi della Nazionale: dagli esordi negli anni trenta, alla rinascita di fine anni sessanta al Mondiale dell’82 e oltre. Nel 2000 il museo viene finalmente inaugurato: « Voglio ricordarlo con la cura, che sconfinava quasi nella gelosia — aggiunge Gravina — con cui si prendeva cura dei cimeli del Museo, di cui conosceva benissimo l’origine e l’epica che amiamo celebrare. In questo atteggiamento, che per anni gli abbiamo anche scherzosamente criticato, c’è il suo più grande lascito: l’unico modo per conquistarci un futuro radioso è conoscere e tutelare la nostra storia».

Anche i giocatori dell’epoca moderna lo conoscevano, alcuni erano diventati suoi amici. Nel 2006 Fabio Cannavaro, prima della conquista della Coppa del mondo in Germania, promise a Fino Fini che avrebbe portato al museo tutto ciò che avrebbe indossato in finale. E così fece.

16 settembre 2020 (modifica il 16 settembre 2020 | 12:29)

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