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«È colpa tua!». Ecco lo slogan più diffuso tra i partiti

L’ultimo in ordine di tempo è Carlo Calenda che, non più tardi di ieri, ha detto a Enrico Letta l’ormai classico: “È colpa tua se non si farà l’alleanza tra Azione e Pd”

“È colpa tua!”. È questo lo slogan più usato in questo periodo dai politici, costretti a impegnarsi nell’anomala campagna elettorale ferragostana. Un atteggiamento molto puerile che, accompagnato a quello “del pallone è mio e me lo porto via”, tradotto: fondo un mio partitino, danno un quadro della politica di casa nostra davvero disarmante.

Si è così passati dai “responsabili” ai “colpevolisti”. L’ultimo in ordine di tempo è Carlo Calenda che, non più tardi di ieri, ha detto a Enrico Letta l’ormai classico: “È colpa tua se non si farà l’alleanza tra Azione e Pd”. Calenda, però, è in buona compagnia, infatti nessuno è immune: abbiamo assistito e continueremo ad assistere a continui scambi di accuse, a scissioni, separazioni, migrazioni da uno schieramento all’altro. Tutto questo con la complicità del caldo, della guerra, del Covid, dell’inflazione e dei rincari energetici, non contribuirà di certo a far ritornare un minimo di fiducia nei confronti dei partiti da parte dei cittadini. Con il rischio che gli astensionisti, in aumento a ogni tornata elettorale, possano diventare maggioranza.

Si è passati dalla ricerca della stabilità alla stabilizzazione dello scontro politico che, giorno dopo giorno, coinvolge i cittadini trasformandoli in ultrà delle varie fazioni. Il tutto accompagnato dalla lotteria dei sondaggi che si rincorrono e vengono interpretati e utilizzati come fa più comodo per sostenere le proprie ragioni.

Nella Prima Repubblica, demonizzata fino a qualche tempo fa e ora rimpianta sempre più, i partiti si confrontavano, si dividevano e si combattevano al loro interno, ma quando si trattava di presentarsi al giudizio degli elettori erano uniti dall’appartenenza, dai simboli e dal coinvolgimento dei cittadini. L’astensionismo allora era davvero un fenomeno marginale.

Oggi la situazione si è completamente ribaltata: di chi è la colpa? Edoardo Bennato nel lontano 1977, in piena Prima Repubblica, già cantava: “ È stata tua la colpa allora adesso che vuoi? Volevi diventare come uno di noi. E come rimpiangi quei giorni che eri un burattino ma senza fili. E invece adesso i fili ce l’hai”…

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