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la sentenza

30 giugno 2020 – 17:13

Il processo in corte d’assise per la morte del giovane travolto dopo un inseguimento tra rom vedeva imputate sette persone: pene fino a venticinque anni di reclusione per cinque imputati e due assoluzioni

di Valentina Marotta

Una condanna che va oltre le richieste della procura. Pene fino a venticinque anni di reclusione per cinque imputati e due assoluzioni.  È la sentenza al processo per la morte di  Duccio Dini, il ventinovenne travolto e ucciso il 10 giugno 2018 mentre era in scooter in via Canova a Firenze durante un inseguimento in auto tra rom impegnati in una spedizione punitiva.  La corte d’assise, dopo cinque ore di camera di consiglio è andata oltre le richieste del pm Tommaso Coletta. «La condanna é esemplare, ha inasprito le pene espresse chieste dai pm ma non c’è da esultare» il commento del vicesindaco Cristina Giachi che era presente alla lettura del dispositivo Fuori in strada – il processo è a porte chiuse per il Covid – gli amici di Duccio che prima hanno fatto uno flash mob e affisso uno striscione in ricordo del 29enne e poi applaudito i suoi familiari quando sono usciti dall’aula.

La condanna più pesante (25 anni e due mesi) è per Kjamuran Amet che doveva rispondere anche di tentata violenza privata. Una pena di 25 anni è stata inflitta poi agli altri quattro condannati: Remzi Amet, Remzi Mustafa, che era alla guida della Volvo che travolse Dini, Dehran Mustafa e Antonio Mustafa. Assolti Kole Amet ed Emin Gani: si trovavano su un furgoncino che aveva partecipato solo a una fase iniziale dell’inseguimento perché si era poi bucata una ruota.

30 giugno 2020 | 17:13

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