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Djokovic vince il Master di Cincinnati. Battuto Raonic, è l’80°titolo in carriera per il campione serbo

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Novak Djokovic sta giocando due partite: una in campo e una da sindacalista. La prima, a New York (dove si è concluso il Masters 1000 inizialmente previsto a Cincinnati), il serbo aveva rischiato di perderla: sotto dopo il primo set contro Milos Raonic, è venuto a capo di un match duro con le sue solite armi. Qualità tecnica e capacità da campione assoluto di reagire, in apertura di terzo set, al break subito e immediatamente recuperato. Djokovic ha chiuso 1-6 6-3 6-4 in 2 ore e 2 minuti, vincendo la 23esima partita su 23 nel 2020 e raggiungendo Rafa Nadal a quota 35 vittorie nei tornei Masters 1000. Il modo migliore, per Nole, di avvicinarsi a un’edizione degli US Open in cui Nadal mancherà.

Poi c’è un’altra partita, quella politica. Dopo aver fatto molto discutere per aver organizzato l’Adria Tour in tempo di Covid (con tutte le critiche e le positività che ne sono conseguite), Djokovic – assieme a Vasek Pospisil e John Isner – si sarebbe dimesso dal suo ruolo all’interno del Players’ Council per formare un’associazione di giocatori professionisti, un sindacato che si contrapponga all’Atp cercando di ottenere migliori condizioni per tutta la categoria, da cui sarebbero invece escluse le donne, sebbene nei mesi scorsi – durante la pandemia e in un conseguente momento di difficoltà economica – fosse tornata d’attualità l’ipotesi di un’unica entità composta da Atp e Wta.

Ci sarebbe già un nome (Ptpa, Professional Tennis Players Association) e una lettera-manifesto che, secondo quanto riportato dal Ny Times, conterrebbe la spiegazione lo scopo dell’associazione, che «non sarebbe quello di sostituire l’Atp ma di fornire un organismo autogovernato indipendente per occuparsi dei problemi dei giocatori». Tra i contrari, anche Rafa Nadal: «Il mondo sta vivendo una situazione difficile e complicata – ha scritto lo spagnolo su Twitter -. Personalmente credo che questi siano tempi per essere calmi e lavorare tutti insieme nella stessa direzione. È tempo per l’unità, non per la separazione. Questi sono momenti in cui con l’unità possono essere raggiunte grandi cose. Tutti noi, giocatori, tornei e organi di governo, dobbiamo lavorare insieme. Abbiamo un problema più grande e la separazione e la disunione non sono sicuramente la soluzione». Tra le risposte a Nadal, oltre a quella di Roger Federer («Sono tempi incerti e impegnativi, ma credo che sia fondamentale per noi restare uniti come giocatori e come sport per aprire la strada migliore da seguire»), anche quella con l’emoji di un bicipite di Andrea Gaudenzi, che dell’ATP è il presidente.

The world is living a difficult and complicated situation. I personally believe these are times to be calm and work all of us together in the same direction. It is time for unity, not for separation.

— Rafa Nadal (@RafaelNadal) August 29, 2020

29 agosto 2020 (modifica il 29 agosto 2020 | 21:40)

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