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Divisi sull’invito a Palazzo Chigi. Poi il centrodestra rinvia e dice sì

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Alla fine l’incontro tra il premier, Giuseppe Conte, e il centrodestra ci sarà. La prossima settimana. Quando, spera l’opposizione, il presidente del Consiglio avrà «finalmente» inviato alla coalizione il documento scritto al termine degli Stati generali di Villa Pamphili. In modo che si passerà alla discussione concreta sulle proposte da condividere per il Paese. È questo il finale di una giornata scandita da tensioni, battute, repliche stizzite. È andata così. Di prima mattina, l’invito tanto annunciato, giunge, per prima, alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Al telefono. Direttamente dalla voce del capo del governo. Appuntamento fissato per giovedì pomeriggio. Lei accetta. A patto che sia una scelta di tutta la coalizione. E lo scrive su Facebook: «Come annunciato, andrò a Palazzo Chigi,a rappresentare in una sede ufficiale Fratelli d’Italia e le sue idee, se questa sarà la scelta condivisa». Inconsapevole, sostiene il suo staff, che gli altri ne fossero ancora all’oscuro.

Salvini di traverso

Matteo Salvini, spodestato da interlocutore più forte della coalizione, si mette di traverso: «Io non vado da nessuno sino a quando questo chiacchierone di Conte non assicura la Cassa integrazione a chi non ha ancora ricevuto un euro. Domani ho appuntamenti più importanti con lavoratori e operai». Il premier, in volo da Lisbona a Madrid, rimarca. E parafrasando Nanni Moretti e l’indeciso cervellotico del suo film Ecce Bombo, dichiara: «Mi ricorda: ‘Mi si nota di più se lo facciamo a Villa Pamphili o più istituzionalmente a Palazzo Chigi”? Io ci sono, spero ci sia il confronto». Sulla Cig replica in serata: «Non dormirò la notte finché non sarà pagato l’ultimo lavoratore». Ai giornalisti Salvini assicura: «Non ho ricevuto alcun invito, niente di niente». Da Palazzo Chigi filtra nervosismo. Forza Italia si sincronizza sul mood imbronciato. E Maria Stella Gelmini definisce «tardivo» l’invito di Conte.

«Impegni già assunti»

Ma iniziano le trattative di ricucitura. Fino alla ricomposizione e alla nota comune: «Il centrodestra è pronto a incontrare il premier settimana prossima», si legge. Assieme al motivo del rinvio: «Poco preavviso» «impegni già assunti» e «i tempi diversi» con cui Palazzo Chigi «ha informato i leader». Fissato l’incontro ora bisognerà fissare i temi. La coalizione dichiara: «La situazione è sempre più preoccupante per l’evidente disfacimento della maggioranza su temi decisivi e urgenti come quelli delle concessioni autostradali». Da FdI si ricordano tutte le proposte scartate. A partire dalla tutela del lavoro. Ma anche l’aumento delle pensioni di invalidità (finanziate meno dei monopattini) e lo sblocco dei lavori publici del terremoto. Una cosa è certa, fanno sapere, «nell’emergenza abbiamo votato lo scostamento di bilancio a scatola chiusa, non sarà più così».

8 luglio 2020 (modifica il 8 luglio 2020 | 22:56)

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