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Detenuti evasi dal carcere Beccaria, in tre rientrano convinti da genitori e nonna: “Istituto senza direttore da anni” – Il Riformista

Ancora quattro i ricercati. “Qui lavori da 15 anni”

Ciro Cuozzo — 26 Dicembre 2022

Foto Claudio Furlan/LaPresse 16 Maggio 2022 Milano (Italia)  News Visita della Ministra Marta Cartabia all’Istituto penale per i minorenni con partecipazione di  Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus  Photo Claudio Furlan / LaPresse 16 May 2022 Milan (Italy) News Visit of Minister Marta Cartabia to the Penal Institute for minors with the participation of the Francesca Rava Foundation NPH Italia Onlus
Foto Claudio Furlan/LaPresse 16 Maggio 2022 Milano (Italia) News Visita della Ministra Marta Cartabia all’Istituto penale per i minorenni con partecipazione di Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus Photo Claudio Furlan / LaPresse 16 May 2022 Milan (Italy) News Visit of Minister Marta Cartabia to the Penal Institute for minors with the participation of the Francesca Rava Foundation NPH Italia Onlus

Tre dei sette giovani detenuti evasi nel pomeriggio di Natale dal carcere minorile Beccaria sono rientrati nell’istituto milanese dopo la mediazione di genitori e parenti. I primi due, entrambi maggiorenni, sono stati convinti dalla nonna e dalla sorella. L’anziana donna ha telefonato ai carabinieri comunicando che il nipote si trovava nella sua abitazione. La sorella invece dell’altro giovane detenuto, grazie anche alla mediazione dell’istituto minorile, è riuscita a far ragionare il ragazzo e a farlo rientrare in serata.

Nella mattinata di Santo Stefano il terzo dei sette evasi è rientrato nel carcere Beccaria dopo l’opera di convincimento dei genitori. Restano tutt’ora ricercati i quattro giovani. Ad evadere poco dopo le 16 del 25 dicembre sono stati due 18enni, un 19enne e quattro 17enni, tutti nel carcere minorile in custodia cautelare per piccoli reati contro il patrimonio.

I sette avrebbero approfittato dei lavori in corso nel “cortile passeggi”, aprendosi un varco nella recinzione e scavalcando il muro di cinta. Alla notizia dell’evasione alcuni detenuti hanno appiccato il fuoco all’interno del cortile carcere per protesta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, con diversi mezzi, che hanno subito domato le fiamme.

Un episodio che riaccende le polemiche sulla gestione del carcere minorile milanese, senza direttore da troppi anni e con una serie di lavori in corso che rendono la struttura un cantiere a cielo aperto. La direttrice facente funzioni è infatti Maria Vittoria Menenti, che si divide tre giorni alla settimana tra il Beccaria e il supercarcere di Opera di cui è vicedirettrice.

L’EX CAPPELLANO: “CARCERE SENZA DIRETTORE DA TROPPO TEMPO” – Durissime le parole di don Gino Rigoldi, ex storico cappellano del carcere minorile milanese. “Questo scossone forse farà risvegliare il ministero e il nuovo ministro per mettere a fuoco la situazione del Beccaria che è in ombra da circa vent’anni. Con il primo direttore Salvatore abbiamo fatto il carcere modello a Milano e in Europa del minorile. Via lui è stato un rotolare continuo di facenti funzioni che ha smontato un po’ il lavoro fatto. Serve che ci siano operatori in numero adeguato, competenti e soprattutto che sia capaci di lavorare in equipe”. Riguardo ai detenuti ancora in fuga, l’ex cappellano si dice convinto che “mi telefoneranno e porterò loro indietro”.

Don Rigoldi sottolinea poi un altro aspetto, quello relativo all’abbandono di figure educative che avviene nei giorni rossi: “Intanto era Natale e il Natale mobilita la voglia di essere da qualche altra parte. Volevano spaccare tutto, sono andato su di corsa e dopo un po’ hanno anche smesso di fare. Vuol dire che tutto sommato con gli adulti che stanno con loro questi ragazzi riescono anche a intendersi. Il clima adesso? I ragazzi sono tutti blindati, sono super controllati e sono anche tranquilli. La vivono come un’avventura, a questa età non sono mica consapevoli. Hanno vissuto la splendida avventura della fuga, gli altri erano erano invidiosi di non averla potuta fare. Il fatto che questi sette la pagheranno cara e anche più in generale ci sarà un restringimento della disciplina non ce l’hanno mica in mente, non è roba da 16-17enni. Non torneranno da eroi perché andranno a finire in altre carceri in giro per l’Italia“.

IL SINDACO: “QUI LAVORI DA 15 ANNI” – Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Ieri sette giovani sono fuggiti dal carcere Beccaria. Da quanto so, tre sono stati ripresi. Io il Beccaria lo conosco bene. L’ultima mia visita risale a poco tempo fa, per la precisione a settembre. E comunque più volte ci sono stato insieme a Don Gino Rigoldi. Sempre insieme a lui abbiamo fatto continui richiami ai Governi che si sono succeduti per mettere mano a questo problema ormai fin troppo evidente”.

“Non c’è proprio più spazio per chiacchiere o affermazioni generiche di ‘sconcerto’ – scrive su Facebook Sala – il Beccaria era un carcere modello, lo era nel passato, in un passato ormai remoto. Da quasi vent’anni non c’è un Direttore, e ce la si è cavata con dei ‘facente funzione’. Da una quindicina d’anni ci sono lavori in corso, che non finiscono mai. Questa è la situazione. Chi si vuole scandalizzare per l’accaduto è libero di farlo. Ma la realtà va guardata in faccia”, conclude.

“Una vera fuga di massa” l’ha definita il segretario del Sappe Lombardia Alfonso Greco: “La legge lo prevede ma è assurdo e non ha senso tenere 25enni con ragazzini di 14 anni. I fatti si commentano da soli”.

Secondo una prima ricostruzione, i sette avrebbero distratto un agente della polizia penitenziaria che li sorvegliava durante l’attività pomeridiana, intorno alle 16, e sono poi riusciti a fuggire approfittando dell’area di cantiere. Avrebbero poi scavalcato la recinzione lungo via Calchi Taeggi. In serata due di loro sono stati individuati e catturati dagli investigatori.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall’ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.

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