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Danimarca al voto: ecco le proposte della destra liberale – Atlantico Quotidiano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista di Alessio Cotroneo, presidente dell’Istituto Liberale, a Steffen Sjørslev, candidato al Parlamento danese per il partito Liberal Alliance

Le elezioni in Danimarca sono imminenti e il Blocco Blu, ossia la coalizione di destra danese, potrebbe vincere. I temi principali della loro campagna sono stati tasse, inflazione, energia, ambiente, peso dello Stato.

I liberali danesi hanno le idee chiare su come affrontare questi temi: ce ne parla Steffen Sjørslev, 25 anni, candidato al Parlamento danese per il partito Liberal Alliance.

Liberal Alliance

Alessio Cotroneo: raccontaci del tuo partito.

Steffen Sjørslev: il mio partito si chiama Liberal Alliance (Alleanza Liberale) ed è il partito più di destra, almeno dal punto di vista economico.

AC: voi sareste l’estrema destra, quindi? Intendi dire che siete a favore di un’economia sociale e nazionalista?

SS: dal punto di vista dei valori, esiste anche una destra più nazionalista, ma da noi essere di destra in economia significa credere nel libero mercato, in meno spesa pubblica, meno tasse, più privato, meno intrusione dello Stato negli affari. Il mio partito vuole più libertà per l’individuo sotto ogni aspetto e si impegna a difendere tutti i diritti sanciti dalla Costituzione.

I diritti da difendere

AC: quali sono i diritti da difendere?

SS: ad esempio, la sinistra vorrebbe mettere sistemi di sorveglianza con telecamere in tutti i luoghi pubblici. Il pretesto è per difenderci dal crimine, ma noi crediamo che dare allo Stato il potere di sorvegliare tutto ciò che fanno i cittadini sarebbe distopico. La cosa divertente è che l’estrema sinistra è d’accordo con noi!

AC: e parlando di altri diritti individuali, a cosa siete favorevoli?

SS: vorremmo la liberalizzazione delle droghe leggere. Anche se le droghe fanno male, è una questione di responsabilità personale.

AC: aborto, matrimoni gay e libertà di parola sono molto discussi in Occidente.

SS: siamo stati fra i primi Paesi a legalizzare la pornografia, l’aborto, le unioni per coppie omosessuali. Tutte le libertà individuali sono fondamentali per i danesi.

Per fare un esempio: c’è un tizio candidato al Parlamento che vorrebbe deportare tutti i musulmani, o persino lanciarli giù dagli elicotteri col paracadute fuori dai nostri confini. Possiamo discordare dalle sue idee razziste, ma siamo tutti d’accordo che lui abbia il diritto di dire ciò e di essere difeso dalla polizia. Anche se non ci piace ciò che dice, la sua libertà di dirlo è il prezzo che dobbiamo pagare per avere una società in cui siamo liberi di esprimerci.

Euroscetticismo

AC: mettereste mai in discussione l’Unione europea?

SS: noi ci definiamo “membri critici” dell’Unione europea. Oggi la Ue sta diventando sempre più burocratica e impone sempre più regolamentazioni. Non ci permette nemmeno di abbassare le imposte sotto a un certo livello.

L’Ue è fantastica per il libero passaggio di merci, capitali e persone. Ma non deve interferire con la sovranità del nostro Paese e con il nostro modo di vivere.

AC: in Italia, chi critica l’Unione europea di solito è perché vuole spendere, fare debito, stampare più moneta e andare contro ogni logica economica…

SS: noi vogliamo fare l’opposto! Meno spesa pubblica, meno inflazione.

Atlantisti

AC: diresti che siete atlantisti?

SS: siamo completamente dalla parte dell’Occidente, della Nato e dell’Ucraina. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Danimarca è stata uno dei primi Paesi occidentali a riconoscere l’indipendenza degli ex stati membri dell’URSS.

Oggi come allora riconosciamo il diritto alla libertà individuale e alla libertà dai governi oppressivi e totalitari di ogni individuo.

Caro-energia? Nucleare e mercato

AC: a proposito della situazione attuale, il prezzo dell’energia è ai massimi. Come vi volete muovere?

SS: negli anni ’80 i socialisti hanno deciso di escludere il nucleare dai nostri piani, condannandoci alla situazione attuale. Oggi, con la guerra in Ucraina, è sempre più evidente che non ci si può affidare solo a eolico e solare.

Il nostro piano è aprire al nucleare e permettere investimenti privati guidati dal mercato nel settore energetico. Lo Stato dà sussidi all’energia eolica quando è pieno di terreni adatti e inutilizzati che potrebbero essere ceduti ai privati per costruire parchi eolici che generano profitti.

Tutto ciò che diciamo è: lasciate che i privati costruiscano gli impianti eolici se vedono il potenziale, e non sussidiateli coi soldi dei contribuenti.

Alternativa al welfare state

AC: com’è essere liberali in Danimarca? Ci hanno sempre detto che è un Paese socialista.

SS: questo è falso. La Danimarca è un Paese fortemente orientato verso il mercato ed è uno dei Paesi con più libertà economica nel mondo. Ma è anche vero che abbiamo un welfare state molto ampio e che costa molto ai contribuenti.

Noi, come liberali, non possiamo dire ai danesi di privatizzare tutto, li spaventeremmo. Proponiamo soluzioni pragmatiche. Proviamo a convincerli che il privato è un’alternativa allo Stato e che è più conveniente anche per loro.

AC: cosa può fare il settore privato per i danesi?

SS: sempre più danesi pagano l’assicurazione sanitaria privata perché con la sanità statale devi aspettare un anno prima di fare una semplice visita. E le tasse sono alte.

I voucher scuola anche per la sanità

AC: come si fa a introdurre più privato in questi casi?

SS: in Danimarca abbiamo il sistema di voucher per la scuola: circa l’80 per cento della retta viene pagata dallo Stato col voucher e i genitori sono liberi di scegliere la scuola che preferiscono per i loro figli, anche privata.

In questo modo, le scuole sono in concorrenza fra loro e possono aumentare la qualità dei servizi per convincere i genitori a far iscrivere i loro figli. Vorremmo estendere questo sistema per aumentare la competizione e la qualità anche ad altri settori, come la sanità.

AC: anche in Italia abbiamo questo problema, paghiamo la sanità due volte: la prima con lo Stato, che ci sottrae i soldi con le imposte; e la seconda col privato, al quale siamo costretti a rivolgerci perché le liste di attesa sono infinite. Eppure, con quello che paghiamo di imposte dovremmo ricevere servizi impeccabili. In Danimarca sembra esserci la stessa situazione.

SS: nel lungo periodo i servizi privati diventano più efficienti ed economici, e possono permetterci di risparmiare molto anche sulle tasse con l’introduzione di un sistema a voucher con assicurazioni sanitarie.

Con il sistema a voucher e con tasse più basse, a beneficiarne saranno soprattutto i poveri, non solo la classe media che oggi può permettersi di andare dal privato.

La flat tax

AC: a proposito di tasse, siete favorevoli alla flat tax?

SS: la nostra riforma ideale è una flat tax al 20 per cento, ma dobbiamo proporre qualcosa di più fattibile. Il sistema va cambiato un passo per volta. Attualmente proponiamo un tetto all’imposta sul reddito del 40 per cento, mentre l’attuale massimo è 55. Inoltre, proponiamo una no-tax area fino a circa 1.500 euro al mese (100.000 corone all’anno).

AC: come funziona questa no-tax area?

SS: non paghi imposte sul reddito sulle prime 100.000 corone che guadagni in un anno. Dopo questa soglia, inizi a pagare le imposte.

AC: cos’altro proponete?

SS: siamo anche contrari alle imposte sull’eredità. È assurdo che si tassino redditi già tassati.

Il Green Pass in Danimarca

AC: passiamo a un altro tema molto attuale. Cosa ne pensate del Green Pass?

SS: è una di quelle riforme implementate troppo velocemente e cancellate troppo lentamente. Qui in Danimarca il test aveva una validità di tre giorni; perciò, tutti quanti erano o vaccinati o testati. Non abbiamo avuto nessun obbligo di vaccinazione, perlomeno per il Covid.

Libertà e responsabilità

AC: cosa diresti per convincermi a votarti con una sola frase?

SS: la libertà può essere ottenuta solo con la responsabilità; e noi vogliamo dare più responsabilità all’individuo perché per ogni pezzetto di responsabilità in più puoi avere anche un pezzetto di libertà in più. Non solo economicamente, ma anche nelle scelte che compi nella tua vita tutti i giorni: in quale scuola mandare i tuoi figli, in quale ospedale farti curare, cosa comprare e come vivere.

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