Dai canti sui balconi alla rabbia verso il governo: così la seconda ondata ha cambiato l’Italia

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Dai canti sui balconi, avvolti dalla bandiera tricolore, alla tristezza e alla paura per un futuro sempre più incerto. L’Italia è cambiata, e parecchio, tra le due pandemie di coronavirus che l’hanno colpita. Perdendo per strada quel senso di unione e di appartenenza che aveva segnato la prima fase della lotta alla diffusione del patogeno. Oggi, invece, a farla da padrona è la rabbia nei confronti delle istituzioni, incapaci di mettere in piedi un piano per evitare il ritorno alle restrizioni, con conseguenti drammi economici per le famiglie costrette a rimanere a casa, senza lavorare. Un sentimento di rancore accentuato dalla litigiosità di un esecutivo sempre incerto sul da farsi.

Dai canti sui balconi alla rabbia verso il governo: così la seconda ondata ha cambiato l'Italia

A dirlo è l’ultimo sondaggio Swg, che ha fotografato gli umori degli italiani alle prese con i tanti Dpcm vomitati dai giallorossi nel giro delle ultime settimane, dal coprifuoco fino alla colorazione delle Regioni dello Stivale, in un disperato tentativo di inseguire un virus che corre decisamente più veloce di Conte & co. Secondo la rilevazione, la situazione di incertezza è tale che ormai i cittadini sono dubbiosi persino sul vaccino, a testimonianza dello stato generale di confusione: il 42% si dice pronto a ricevere il trattamento, il 34% non vuole sentirne parlare e il resto degli intervistati non ha ancora deciso se farlo o no.

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Ben più chiaro, invece, quale sia il sentimento che va per la maggiore: lo sconforto. L’umore malinconico, si legge in una delle slide della ricerca, ha superato quota 29 punti, con la speranza scesa invece a 25. Soltanto a marzo, quest’ultima era a 38. L’incertezza è però la vera regina, toccano quota 57 (era a 49 nei primi mesi del 2020). Tristezza e paura influenzano anche l’atteggiamento nei confronti delle istituzioni: la fiducia nel governo Conte è scesa al 39%, ben lontana dai fasti decantati dal premier e dal suo staff nel recente passato.

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Non c’è solo l’esecutivo a essere tirato in ballo: soltanto il 47% degli italiani, meno della metà, si fida dei propri governatori, tra gli attori principali nella gestione dell’emergenza Covid-19. Unico baluardo il sistema sanitario, al quale ancora il 61% della popolazione guarda con soddisfazione. Tutti concordi, comunque, nel sottolineare che le regole introdotte nelle ultime settimane siano confuse e di difficile decifrazione: per il 30% degli intervistate sono poco chiare, mentre il 13% ammette di non averle capite fino a fondo.

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