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Crotone (3-5-2): Cordaz; Magallan, Marrone, Golemic; Rispoli, Eduardo, Cigarini, Zanellato, Molina; Messias, Simy. All. Stroppa.

Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria, Kjaer, Gabbia, Hernandez; Kessie, Tonali; Diaz, Calhanoglu, Saelemaekers; Rebic. All. Pioli.

Arbitro: Pairetto.

Tv: ore 18, Sky 202.

I «senza Ibra» alla controprova. Dopo il successo — ansioso, sofferto, ma comunque un successo — contro i norvegesi del Bodo Glimt nel secondo dei tre preliminari di Europa League, il Diavolo orfano del suo leader scende in Calabria per affrontare il neopromosso Crotone, nella più classica delle partite-trappola d’inizio stagione. La squadra di Stroppa («il Milan è la mia vita, lì sono nato») ha perso nettamente alla prima, in casa della Genoa, e va già quindi a caccia di punti salvezza. Sebbene l’ex centrocampista rossonero non abbia fama di catenacciaro, tutt’altro, il rischio concreto per Pioli e i suoi è quello di trovarsi di fronte al classico bus parcheggiato davanti alla porta. E senza l’apriscatole svedese tutto è più complicato. Meglio abituarsi: almeno fino a dopo la sosta, Ibrahimovic resterà rinchiuso nel suo attico di Porta Nuova.

Serve insomma un piano B, vale a dire un centravanti che faccia sentire il meno possibile l’assenza del vecchio campione. Domenica sera dovrebbe essere la volta di Rebic, col giovane Colombo inizialmente in panchina. Ante è più un esterno offensivo, quindi da prima punta è adattato, ma la scelta ha una sua logica anche in previsione dello spareggio da dentro o fuori di giovedì in casa dei portoghesi del Rio Ave, visto che nelle coppe il croato è squalificato.

«Rebic può giocare da prima punta, senza perdere nulla del suo potenziale» assicura Pioli, che in Calabria si è portato anche Leao, reduce pure lui da una quarantena lunga 25 giorni e ancora in cerca della forma ideale. Potrebbe debuttare da titolare Tonali, il gioiellino ventenne preso dal Brescia, il grande colpo dell’estate milanista. Fin qui il play di Lodi ha giocato solo qualche spezzone, anche perché pure lui causa quarantena ha fatto una preparazione limitata, ma ha ottime chance di partire dall’inizio. C’è grande curiosità di vederlo all’opera, il suo talento è fuori discussione. In mattinata la decisione.

Domenica il Crotone, poi Rio Ave e Spezia: in sette giorni il Milan dei «senza Ibra» si gioca già un pezzo di stagione. Proprio non ci voleva. «L’assenza di Zlatan pesa ma dobbiamo crescere e far bene anche senza di lui, farci trovare ancora più forti quando tornerà» ha chiuso Pioli. Più forti magari no, ma con qualche punto in più, sì. Quello è il piano. Con o senza Ibra, il Diavolo vuole — o meglio deve — continuare ad accelerare.

26 settembre 2020 (modifica il 26 settembre 2020 | 23:45)

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