covid-in-sardegna,-il-presidente-del-consiglio-regionale-michele-pais:-«siamo-noi-le-vittime-del-contagio»

Pollice verso sulla Sardegna: ma davvero l’isola diffonde il coronavirus nell’Italia intera? I contagi (anche ieri elevati) sono dati obiettivi e però si grida al polverone mediatico. Il presidente del Consiglio regionale Michele Pais (Lega per Salvini), 46 anni, ha addirittura convocato l’assemblea per «difendere il buon nome» dell’isola.

«Ho avuto segnalazioni da molti consiglieri. Non se lo meritavano, i sardi. Hanno lavorato tutti per proteggere la loro isola e per farne una terra accogliente e sicura, anche per chi è venuto in vacanza. I sardi non hanno contagiato proprio nessuno, anzi sono stati contagiati. E invece è uscita fuori un’immagine diversa: Sardegna offesa, contagiata e per giunta accusata».

Invece?

«Il 5 agosto l’Istat certificava che eravamo gli ultimi per diffusione del virus e ancora questa settimana la Sardegna era al decimo posto assieme alla Liguria, con lo 0,9%, quindi sotto la soglia di allarme».

Ma poi c’è stato il boom degli ultimi giorni… E qualcuno ha osservato: ma con tutto ciò che sta succedendo, non era più utile parlare di problemi concreti?

«Parleremo anche di questo. Il Consiglio regionale è convocato il 1° settembre, all’ordine del giorno la riforma sanitaria. Si parlerà anche del Covid-19 e ne discuteremo riflettendoci quanto il problema merita. E voglio subito chiarire: la mia presa di posizione non è contro i mezzi d’informazione che fanno il loro mestiere e pubblicano notizie, che però incidono molto e spesso vengono interpretate in modo distorto».

Insomma, la responsabilità sarà pur di qualcuno…

«Certo che se a maggio il governo avesse consentito al presidente Solinas di far fare i tamponi in entrata, oggi non saremmo qui a recriminare. Invece Solinas è stato deriso, hanno detto che era una stupidaggine incostituzionale. Adesso invece i tamponi vorrebbero farli a chi parte dalla Sardegna e, noi chiediamo, anche a chi arriva. E da stupidaggine è diventata un’idea geniale».

Geniale anche l’idea di riaprire le discoteche?

«Ero con Solinas la notte che si è deciso ed ero pienamente d’accordo. Quando ci sono centinaia di migliaia di giovani, chiuderle non ha senso. Ci sarebbero stati assembramenti abusivi, feste private, si sarebbero trovati nelle spiagge. Che differenza c’è fra un aereo stracolmo e una discoteca?».

Che sull’aereo portano tutti la mascherina.

«Anche in discoteca avrebbero dovuto. L’ordinanza parlava chiaro. Protezioni sanitarie e mascherine».

L’ordinanza prescriveva che ballando si doveva stare a due metri di distanza. Le sembra una cosa possibile?

«In materia non sono un esperto. Quando in discoteca ci andavo io c’era il ballo del mattone».

Il parlamentare Cappellacci ha denunciato Conte e il governo per epidemia colposa. È d’accordo?

«Io sono avvocato, ma da uomo politico alle aule dei tribunali preferisco le urne, il giudizio dei cittadini».

La Regione Lazio e la Regione Sardegna stanno trattando per un accordo sui tamponi a chi arriva e a chi parte dall’isola. In questi giorni dai porti sardi partiranno più di 200 mila persone. Se l’accordo ci sarà, la Sardegna riuscirà a fare 25/30 mila tamponi al giorno?

«Mi chiede una cosa non di mia competenza… Comunque un’opinione ce l’ho: li deve fare il governo».

25 agosto 2020 (modifica il 27 agosto 2020 | 15:42)

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