Cosa c’è davvero dietro la guerra che l’Ue (cioè la Germania) sta facendo a Astrazeneca

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Dalle colonne de Il Paragone, e dalla viva voce del leader di ItalExit Gianluigi Paragone, è uscita sin dall’inizio una forte richiesta di pubblicazione dei contratti tra lo Stato e le case farmaceutiche fornitrici di vaccini. Il senatore Paragone ne ha anche più volte parlato in Senato, rivolgendo la richiesta direttamente al ministro Speranza, senza mai avere risposta. Negli ultimi giorni, però, qualcosa si è iniziato a muovere e ora tutti ne parlano, complice la guerra innescata dall’Ue contro Astrazeneca. Ma attenzione, perché anche dietro questo apparente “risultato” si nasconde in realtà un’altra magagna in salsa europea. “Vogliamo pubblicare oggi” il contratto con Astrazeneca. “Stiamo discutendo con la società di quali parti devono essere oscurate”, ha detto incollerita la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, parlando all’emittente tedesca Deutschlandfunk. (Continua a leggere dopo la foto)

Alcuni giornali tedeschi, tra cui Handelsblatt e Bild, citando fonti del governo di Berlino – che ovviamente subito è stato costretto a smentire – hanno scritto che il vaccino di Astrazeneca avrebbe una efficacia addirittura dell’8% sugli anziani over 65. L’azienda ha subito replicato. Ma poi è stata attaccata da un altro fronte. Dopo la Germania, è stata la volta degli Stati Uniti: i tabloid americani hanno lanciato attacchi forsennati contro Astrazeneca, continuando a sollevare dubbi sull’efficacia del vaccino dell’azienda anglo-svedese. Perché? È ovvio che sia una guerra di interessi. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il siero Astrazeneca è già stato approvato in molti stati come Inghilterra e India ed è stato inoculato a milioni di persone senza evidenziare alcun effetto collaterale degno di nota. Dagospia ha provato ad analizzare la questione: “L’errore vero di Astrazeneca è stato solo di aver fissato un prezzo di € 2,80 a dose, importo che sovvertiva il mercato del farmaco occidentale. Che i russi e i cinesi vendessero il vaccino a pochi euro e usassero quell’arma per aumentare la loro influenza politica nelle aree povere del pianeta era ed è una cosa scontata e quindi accettabile e accettata dai potenti del mondo occidentale. Ma che nelle due aree ricche del mondo, USA ed Europa, una multinazionale farmaceutica rompesse le regole del mercato in nome di una convinzione etica, danneggiando gli interessi di chi sul pianeta può ciò che vuole, era ed è una cosa intollerabile”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Prima riflessione: quali governanti occidentali avrebbero potuto comprare una sola dose del vaccino di Pfizer (americana)–Biontech (tedesca), con un prezzo di 15/20 euro a dose ed una logistica pazzesca, se fosse arrivato sul mercato prima o contemporaneamente al loro vaccino quello di Astrazeneca che costa € 2,80 a dose e si può distribuire in farmacia come l’antinfluenzale? I cittadini li avrebbero inseguiti con i forconi, perché stiamo parlando per un miliardo di dosi di un costo di 15/20 miliardi di euro all’anno contro 2,8 miliardi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il calcolo è presto fatto: un sovrapprezzo di una quindicina di miliardi. “Oltretutto, Pfizer e Biontech hanno il passaporto della prima potenza economica e militare del mondo e della potenza padrona dell’Europa. Astrazeneca invece è protetta da quel sovranista trumpiano, brutto sporco e cattivo, di Boris Johnson che è fuori dell’Europa ed ha perso il grande alleato che doveva accompagnarlo ad una Brexit felice, sostituito dall’amministrazione Biden di tutt’altro umore nei suoi confronti”. Ora è tutto più chiaro? Noi lo diciamo dall’inizio, adesso forse lo hanno capito anche gli altri.

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