corte-costituzionale-boccia-il-decreto-sicurezza:-«si-a-iscrizione-all’anagrafe-dei-migranti»

La Corte Costituzionale ha bocciato oggi gli articoli del decreto sicurezza che impedivano l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo. Lo ha reso noto la Corte stessa. La Consulta ha dichiarato «l’incostituzionalità per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti». I dubbi in proposito erano stati sollevati dai tribunali di Milano, Salerno Ferrara e Ancona.

I decreti voluti dall’allora ministro dell’interno Matteo Salvini impedivano l’iscrizione ai registri dell’anagrafe dei comuni dei richiedenti asilo. Questo divieto si era tradotto in un duplice effetto: da un lato ai migranti venivano preclusi alcuni servizi a cui costituzionalmente avevano diritto (ad esempio l’accesso a cure mediche specialistiche); dall’altro diventava difficile il loro controllo sul territorio nazionale. Numerosi sindaci, anche di grandi città avevano «disobbedito» al decreto e avevano ugualmente iscritto i richiedenti asilo nei registri di loro competenza.

Secondo l’Asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione), al febbraio scorso già 19 sentenze di tribunali ordinari avevano dato ragione a chi chiedeva di «by-passare» la norma contestata. Altri quattro (per l’appunto Milano, Salerno, Ancona e Ferrara) avevano chiamato in causa la Consulta per verificare la concordanza degli articoli del decreto sicurezza con la Costituzione.

9 luglio 2020 (modifica il 9 luglio 2020 | 17:23)

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