Cronaca

Coronavirus, l’impatto sulle famiglie: la metà prevede un peggioramento della situazione economica e lavorativa

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Coronavirus, l'impatto sulle famiglie: la metà prevede un peggioramento della situazione economica e lavorativa
La famiglia Scalco di San Giorgio in Bosco, intervistata dal Corriere Veneto durante l’epidemia

Problemi economici, soprattutto, ma anche lavorativi, di servizi, di gestione dei figli, di salute mentale, educativi, di coppia: ecco l’impatto che la crisi causata dal Covid sta causando alle famiglie. A rivelarlo è l’indagine realizzata da Forum delle associazioni familiari insieme a Rcs Sfera Mediagroup, che ha sottoposto 12.500 famiglie ad un questionario online, estraendone poi un campione di 1344 pareri che raccontano l’emergenza dal punto di vista delle famiglie. È vero che la coabitazione ha rappresentato anche un’occasione per consolidare i rapporti tra coniugi e con i figli: il 48% delle famiglie rivela che il tempo trascorso insieme ha inciso positivamente sui rapporti con i figli, e il 40% ha valutato un miglioramento della collaborazione domestica. Ma le famiglie non sono ottimiste sul futuro: quasi la metà (il 49%) prevede un peggioramento della situazione economica, il 47% della situazione lavorativa, il 46% teme incidenze negative su svago e tempo libero, il 39% su cultura e istruzione, il 33% su vita sociale e amicizia. Lo stress da dove arriva? Soprattutto dal bombardamento di notizie, dice il 57% degli intervistati, ma anche la vita sociale cambiata a causa delle regole imposte dall’esigenza di limitare il contagio influisce (per il 42%), mentre circa 4 persone su dieci sono preoccupate per la situazione finanziaria.

E non cambia se si vive al Nord al Sud: lo stress risulta elevato anche nelle zone dove il Covid-19 ha colpito meno. Per dire, al Sud il carico delle news è risultato pesante per il 63% delle famiglie, mentre generalmente in Italia era stato condizionante per il 57%. Non si intravedono segnali reali di ripresa all’orizzonte: le misure contenute nel Dl rilancio sono state accolte tiepidamente. L’estensione dei congedi parentali è stata accolta positivamente solo dal 25% della popolazione, il bonus baby sitter dal 20%, il rimborso dell’abbonamento ai mezzi pubblici per i lavoratori dal 19%, le soluzioni previste per il riavvio dell’anno scolastico hanno soddisfatto solo il 10%. La verità è che, come si evince dalle interviste, le famiglie chiedono misure concrete. Aiuti economici legati al numero di figli e una chiara e definitiva ripresa delle attività scolastiche. Pensando ai prossimi tre anni, infatti, la preoccupazione maggiore delle famiglie non è quella legata all’emergenza sanitaria ma a quella economica. Il rischio di fallimento di aziende e settori è considerato uno dei problemi principali da affrontare nel prossimo futuro dal 68% delle famiglie, segue l’aumento della povertà, il divario ricchi/poveri, l’insostenibilità del debito pubblico, il rischio di tensioni e rivolte. Solo il 32% del campione si preoccupa delle emergenze sanitarie. Guardando invece ad un orizzonte più ampio, 20 anni, la prospettiva cambia. In questo caso, nuove pandemie o emergenze sanitarie diventano preoccupanti per il 41% delle famiglie, anche se resta in cima (per il 47% delle persone) il timore dell’aumento della povertà.

9 luglio 2020 (modifica il 9 luglio 2020 | 12:16)

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