Salute

Coronavirus, in Brasile meno della metà della popolazione indossa (bene) la mascherina

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Tra le misure fondamentali per prevenire la diffusione del Covid c’è l’uso delle mascherine. Uno studio osservazionale condotto in cinque città del Brasile in piena epidemia nell’area metropolitana Baixada Santista ha voluto indagare sulla conformità dell’utilizzo delle mascherine e quindi sulla relativa efficacia.

I risultati

Sono state osservate 12.588 persone in una regione densamente popolata e fortemente colpita dal virus con una popolazione ad alto rischio. È emerso che solo il 45,1% delle persone indossavano le mascherine correttamente, il 39,4% le indossava in modo improprio e il 15,5% non le indossava. Nell’uso improprio erano comprese queste tipologie: il 12,9% indossava mascherine ma esponeva bocca e naso, il 12,0% ha esposto solo il naso, il 17,8% ha toccato la mascherina durante uso e il 6,5% indossava mascherine scarsamente aderenti. L’uso improprio era probabilmente pericoloso come non utilizzare la protezione per il falso senso di sicurezza che le persone in oggetto sono propense ad avere. Secondo alcuni modelli matematici oltre l’80% delle persone deve indossare correttamente una mascherina per contrastare con efficacia il Covid. L’area metropolitana di Baixada Santista è un’immensa regione portuale (la più grande nell’America Latina) vicino a San Paolo, con una grande fetta di popolazione in pensione con età superiore ai 60 anni.

Meno del 50% di contagi

Le mascherine sono un presidio fondamentale, specie quando non si riescono a rispettare le regole di distanziamento o quando si vive in zone dove il virus circola. Solo per citare due studi: presso l’Università di Hong Kong 52 criceti sono stati divisi in due gruppi, sani e contagiati con il SARS-CoV-2. Tra le gabbie dei sani e degli infetti sono state posizionate come barriere delle mascherine chirurgiche e il flusso d’aria è stato diretto dagli animali malati verso i sani. Si è scoperto che i contagi si riducevano di oltre il 50% quando venivano utilizzate le mascherine: due terzi dei criceti sani a cui non era stata fornita la protezione sono stati infettati nel giro di una settimana. Il tasso di infezione è sceso a poco più del 16% quando le maschere chirurgiche sono state messe sulla gabbia degli animali infetti e di circa il 35% quando sono state collocate sulla gabbia con i criceti sani. Gli animali che sono stati infettati “con la protezione” avevano comunque meno virus all’interno del corpo rispetto a quelli infetti senza la barriere di mascherine.

La conferma da Science

In un articolo su Science a firma di Kimberly Prather e i colleghi della University of California San Diego si scriveva

: «Sars-CoV-2 può essere diffuso da persone asintomatiche. Una realtà che sottolinea l’importanza di testare regolarmente e diffusamente la popolazione, di indossare mascherine e di praticare il distanziamento fisico. Gran parte della diffusione del coronavirus sembra avvenire attraverso la trasmissione aerea di aerosol prodotti da individui asintomatici mentre si respira e si parla. Gli aerosol possono accumularsi, rimanere con la loro carica infettiva nell’aria in spazi chiusi per ore ed essere facilmente inalati in profondità nei polmoni», scrivono gli autori. Affinché la società possa ripartire – suggeriscono gli scienziati – devono essere implementate misure per ridurre la trasmissione di aerosol, incluso portare tutti la mascherina, e test a tappeto per identificare e isolare individui asintomatici infetti.

2 luglio 2020 (modifica il 2 luglio 2020 | 09:51)

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