Cronaca

Coronavirus Cina, i turisti prendono d’assalto le Montagne Gialle. Autorità costrette a chiudere tutto

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Coronavirus Cina, i turisti prendono d'assalto le Montagne Gialle. Autorità costrette a chiudere tutto
La folla di visitatori (con e senza mascherine) che si è affollata nel weekend del 4 e 5 aprile sulle montagne di Huangshan, nella Cina meridionale (foto da Instagram)

Lo scorso weekend, nella provincia cinese di Anhui, nel Sudest del Paese, il governo locale aveva deciso di aprire gratuitamente 29 siti turistici, per festeggiare il «ritorno alla normalità». Intendiamoci, l’aveva fatto imponendo tutte le precauzioni del caso: i visitatori dovevano mostrare la loro App con il QRcode che segnala lo stato di salute, dovevano indossare mascherine e farsi controllare la temperatura all’ingresso di ogni sito. Senonché ad un certo punto le autorità hanno dovuto chiudere l’accesso ad uno dei siti: a Huangshan, sulle Montagne Gialle — più di 70 vette spettacolari tra cui si snodano sentieri turistici non troppo difficili — erano affluite più delle 20 mila persone al giorno che sono il limite di capienza massima previsto. Ai visitatori respinti è stato suggerito di scegliere un’altra meta o tornare un altro giorno. Ed è questo il caso che può spingerci a riflettere su quello che sarà il futuro del nostro turismo interno nella tanto attesa «fase 2» dell’emergenza Covid-19. Che cosa accadrà quando il governo e le giunte regionali cominceranno ad autorizzare gli italiani a muoversi tra un comune e l’altro, o addirittura da una regione all’altra?

«Ritorno alla normalità troppo veloce»

Su Weibo, Instagram e altri social, gli stessi cinesi hanno reagito alle prime immagini dell’invasione delle Montagne Gialle con appelli come: «Fermatevi!», «Tornate indietro», «Stop, questo ritorno alla normalità è stato troppo veloce».

Divieti di Pasqua

E in Italia? È chiaro che nei primi tempi della nostra fase 2 sarà preferibile — per evitare sorprese come la folla di Huangshan — evitare le mete più gettonate, preferendo borghi, lidi o vallate alpine meno note. Il timore di una nuova «fuga di massa» verso le località di villeggiatura per altro è uno dei principali motivi che ha indotto il governo italiano a vietare gli spostamenti per Pasqua e Pasquetta e ad annunciare che, con tutta probabilità, i divieti verranno estesi anche a tutto il ponte del 25 aprile-primo maggio.

Turismo: il dopo

Ma dopo? Con il graduale ritorno alla normalità probabilmente sarà necessario imparare a fare turismo in modo diverso. Prima di decidere dove trascorrere una giornata o un fine settimana (ammesso che alcune strutture ricettive vengano autorizzate a riaprire nel massimo rispetto del distanziamento sociale), occorrerà capire quale potrebbe essere il flusso di turisti previsto in quei giorni. Dovremo dunque: a) scegliere piccoli alberghi o affittacamere che avranno ridotto la capienza a meno della metà dei posti letto; b) informarci presso l’ufficio turistico locale sul numero di prenotazioni già effettuate prima di noi; c) verificare se nella zona prescelta ci saranno ristoranti aperti o se sarà preferibile prenotare un appartamento con cucina ed evitare di mangiare fuori; d) accertarci di partire con la giusta scorta di maschere chirurgiche e guanti.

6 aprile 2020 (modifica il 6 aprile 2020 | 23:19)

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