Cronaca

Coronavirus, Andrea Zenga «positivo asintomatico» dopo la vacanza in Costa Smeralda: «Peggio i traghetti delle feste»

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«Sono chiuso in casa qui a Osimo, nelle Marche. Dovrò starci almeno sino al 7 di settembre, quando è previsto il tampone. Se sarà negativo, ne ripeterò un altro due giorni dopo. Sperando di non essere più ammalato, potrò finalmente tornare alla vita normale. Come mi passo il tempo? Sui social: chatto, vedo gente ma solo virtualmente…». Andrea Zenga, 27 anni, figlio di Walter, l’indimenticabile «Deltaplano» ex portiere della Nazionale e dell’Inter, e della sua ex compagna, la conduttrice tv Roberta Termali, ha scoperto di essere «asintomatico positivo» qualche giorno fa, al rientro da una vacanza in Sardegna, a Porto Rotondo. Già protagonista della trasmissione tv «Temptation Island», anche Andrea ha giocato al pallone. Anche lui «numero 1» nella Sambenedettese. «E oggi faccio tutt’altro: sono un personal trainer».

Andrea, intanto come sta?

«Direi bene. Non ho alcun sintomo, niente febbre, nulla di nulla. Non ho nemmeno accenni di debolezza, tanto che continuo a fare esercizi con i pesi per mantenermi in forma. Insomma: sono un perfetto asintomatico positivo».

Quando ha scoperto di essere ammalato?


«Tre giorni fa, dopo aver fatto un tampone. Assieme ad alcuni amici sono stato a Porto Rotondo dal 9 al 16 agosto, alloggiando in una casa. Direi che la vacanza è andata bene, tranquillamente. Siamo partiti e rientrati in traghetto, da Civitavecchia a Olbia. Giovedì 20 il mio amico che aveva comperato il biglietto ha però ricevuto una mail dalla Moby Line che lo informava di una positività a bordo. E un altro del nostro gruppetto di quattro persone un’ora dopo ha accusato qualche linea di febbre. L’invito era quello di rivolgerci alle Asl in caso di sintomi. Cosa che chiaramente abbiamo fatto tutti. Conclusione: io sono positivo come il mio amico Alessandro. Eppure mio fratello, con noi in vacanza e che è tornato in aereo, sta bene».

In Costa Smeralda siete stati in discoteca?

«Sì, tre sere al Country, a Porto Rotondo. Eravamo all’aperto, ci hanno misurato la febbre all’ingresso e non ho visto assembramenti preoccupanti. Lo stesso una sera al Phi Beach, a Porto Cervo: ingressi contingentati, tutti con le mascherine. Forse però c’era quest’attenzione perché intanto già si stava parlando di focolai in Costa Smeralda. Ma posso aggiungere una cosa?».

Prego…

«Posso dire questo: sul lungomare e in piazza a Osimo ho visto folla e comportamenti meno assennati che nelle serate in discoteca in Sardegna. Quanto al viaggio, all’imbarco all’andata nessuno ci ha misurato la febbre. E al ritorno c’è stata una calca preoccupante per il ritiro dei bagagli».

27 agosto 2020 (modifica il 27 agosto 2020 | 15:59)

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