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Con “Mare Aperto” Roma si riprende la scena nel Mediterraneo

Nella giornata del 3 ottobre ha avuto inizio su buona parte del territorio marittimo nazionale la seconda esercitazione del piano “Mare Aperto 2022” della Marina Militare. “Mare Aperto” è il maggior evento di esercitazione di teatro delle forze navali italiane e dopo il precedente di maggio il secondo tempo autunnale cade in un periodo cruciale per l’interesse nazionale del Paese.

Con un Mediterraneo tornato teatro caldo per la questione degli approvvigionamenti energetici e un fronte Sud della Nato sempre più inquieto, nel quadro del confine della Guerra Fredda 2.0 tra Occidente e zona d’influenza della Russia l’attenzione italiana per il “Grande Mare” non può declinare.

4mila gli uomini coinvolti della flotta italiana che, assieme a unità della Nato, si eserciteranno fino al 27 ottobre operando tra Adriatico, Ionio, Tirreno e Canale di Sicilia, nel cuore della zona marittima italiana sempre più vitalizzata dalla strategia nazionale. Dopo la definizione della Zona economica esclusiva e il varo di assetti come Nave Trieste, lo svolgimento delle due “Mare Aperto” è un segnale importante, dato che la Marina si è dimostrata in grado non solo di organizzare ma anche di replicare la costruzione di un complesso e articolato contesto addestrativo, sviluppato anche nelle dimensioni innovative e sempre più importanti dello spazio e della cyber-security. La Marina è a tutti gli effetti un’arma multidominio capace di proiezione aerea, con gli F-35 e i Sea Harrier imbarcati, di combattimento, con la Brigata Marina San Marco, e di dominio della frontiera tecnologica.

Da qui al 27 ottobre sotto il coordinamento delle Divisioni Navali, della Brigata Marina San Marco e dei Comandi delle Componenti Specialistiche della Marina le forze coinvolte, guidate dal capitano di vascello Enrico Vignola, “Comandante di Bandiera” della nave ammiraglia Cavour, simuleranno scenari di combattimento ad alta intensità, risposte a minacce convenzionali e elementi di conflitto asimmetrico. Saranno inoltre ricostruiti possibili scenari di controllo e bonifica dei fondali e in cui porre in essere operazioni di prevenzione e contrasto di traffici illeciti. Una vera e propria dinamica di proiezione multidominio come è proprio degli obiettivi della flotta nazionale che ha individuato nel Mediterraneo Allargato, oltre le sponde del Grande Mare, il suo teatro operativo. E si muove dal contrasto alla pirateria alla protezione dei commerci, dall’interdizione navale al controllo delle infrastrutture energetiche, su una serie di terreni complessi.

Da sottolineare, in quest’ottica, anche la partecipazione dell’Aeronautica Militare a “Mare Aperto”, come ricorda Formiche: nella sua analisi Luigi Romano evidenzia la “partecipazione di vari velivoli dell’Aeronautica militare, tra cui gli F-35 nelle versioni A e B e il caccia Eurofighter. Proprio la versione B del caccia F-35, fabbricato dalla statunitense Lockheed Martin, è la stessa in dotazione alle forze aeree della Marina e opererà in stretta sinergia con altri velivoli militari che prenderanno parte alle manovre”.

Questo ha lo “scopo di sviluppare una capacità nazionale di proiezione aerea interforze, sia da mare sia da aeroporti dotati di piste corte o che dispongano di capacità di supporto tecnico e operativo limitato”, aumentando dunque il raggio di proiezione di una flotta che non è solo ed esclusivamente una sommatoria di vascelli ma un’arma capace di proiezione autonoma.

I tre fronti caldi per la Marina saranno dunque il rafforzamento della proiezione tecnologica e operativa, l’aumento dell’attenzione della flotta al teatro di riferimento e all’interesse nazionale e il rilancio della capacità di coordinamento con altre armi nazionali e in ambito Nato. Tre temi che al contempo saranno al centro del tredicesima edizione del “Trans – Regional Seapower Symposium” (XIII T-RSS), forum marittimo internazionale che si svolge a cadenza biennale a Venezia e la cui nuova edizione andrà in scena dal 5 al 7 ottobre alla Sala Squadratori dell’antico Arsenale. Con la presenza dei vertici di cinquanta Marine, Venezia sarà la capitale navale del mondo per una tre giorni centrata proprio sul tema della centralità della sicurezza marittima in campo strategico, militare, economico: “A Blue Cluster Approach in the Ocean Decade” il titolo dell’iniziativa, che si sposa anche con le dinamiche promosse dall’Italia con “Mare Aperto”, esercitazione cui dovrà far seguito una strategia italiana di sviluppo della proiezione nazionale nel Grande Mare.

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