“Con le briciole del governo per dar da mangiare a mio figlio avrei dovuto rubare”

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Non si può negare la realtà dei fatti. Gli aiuti, ammesso e concesso che questi arrivino, sono assolutamente briciole, inutili. Uno Stato sovrano non avrebbe dovuto elemosinare soldi (che arrivano dalle sue stesse tasche e con gli interessi) dall’Europa.

Uno Stato sovrano non avrebbe dovuto aspettare le grazie della sua stessa gabbia per aiutare, anzi meglio -definiamolo in maniera corretta- per risarcire i propri cittadini dei danni subiti. Chiariamolo, questi non sono aiuti, ma risarcimenti. Nulla è dipeso dagli imprenditori e dai lavoratori se non la forza e il coraggio di non arrendersi.

Proseguiamo con la condivisione delle testimonianze che arrivano da persone abbandonate dal governo.

Uno dei nostri lettori racconta e spiega:

  • 29.000 il fatturato dello scorso anno,
  • 4.000 Inps,
  • 1.000 Inail,
  • 4.500 Irpef,
  • 1.000 anticipo Irpef,
  • 1.500 commercialista,
  • 3.000 prestito per furgone.

Fai il conto di cosa è rimasto per pagare cibo, bollette e scuola a mio figlio.

Quest’anno ho fatturato uguale allo scorso anno, ma l’anno prossimo?

Io non lo so. Sento voi che parlate del 30% in meno di fatturato e di altre stupidate.

Scendete sulla terra, che sono 2 anni che non mi compro un paio di scarpe, che non vado dal dentista a farmi sistemare le carie.

Il 30% in meno a chi fattura 100.000 all’anno, ma chi vive con 1.400 al mese, se domani non ha lavoro, è lasciato solo. Prima di fare le leggi usate il cervello e ragionate sulle cose, invece di dare soldi a ristoranti che fatturano 250.000 l’anno. Se quest’anno avessi avuto il 30% in meno, tolte tasse e il resto, per dar da mangiare a mio figlio sarei andato a rubare”.