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fiorentina

5 agosto 2020 – 09:59

L’addio del talento viola è più vicino, ma serve un’offerta adeguata

di Stefano Rossi



Probabilmente quella di domenica a Ferrara è stata l’ultima partita di Federico Chiesa in maglia viola. La fascia di capitano, l’uscita dal campo a pochi secondi dal fischio finale per lasciare il posto a Christian Dalle Mura, difensore di diciotto anni, come lui cresciuto nel settore giovanile viola. Con tutte le proporzioni, una sorta di passaggio del testimone.

Stavolta l’addio di Chiesa è davvero vicino. Rispetto a un anno fa, tante cose sono cambiate. Rocco Commisso non è più intenzionato a fare barricate per lui: «Non ho mai criticato Federico, gli voglio un bene immenso. È un ragazzo in gamba. La cosa migliore da fare un anno fa era tenerlo secondo me, per mettere il primo piede giusto appena arrivato a Firenze. Come ho detto, se lui vuole andare via può andare ammesso che ci arrivino i soldi che riteniamo giusti. Adesso parleremo con lui e sentiremo cosa ci dirà». Il patron viola, facendo il bilancio di fine anno, gli ha dato il via libera che però potrà arrivare solo a determinate condizioni. Tutto, infatti, dipenderà dalle offerte che dovranno soddisfare la Fiorentina.

Fra le pretendenti in testa rimane la Juventus che, negli ultimi anni, ha sempre cercato di mettersi in casa i migliori talenti italiani. La strategia bianconera, dopo aver preso Kulusevski, è di arrivare anche all’esterno viola per rinforzare ma soprattutto rinverdire il parco attaccanti esterni. L’Inter ha coperto la fascia esterna con l’acquisto di Hakimi ed è probabile che giochi al ribasso. Ma nelle ultime ore è spuntato anche l’interesse del Milan, è l’ex allenatore Stefano Pioli che vorrebbe allenarlo di nuovo. I rossoneri non rappresentano il miglior salto in avanti, ma la carta Ibrahimovic può esercitare grande fascino per cui l’ipotesi non va scartata. Resistono anche gli interessi dall’estero, come nel caso del Manchester United, ma il giocatore punta agli Europei e quindi preferisce restare in Italia.

Lo scorso dicembre Commisso ed Enrico Chiesa, padre e curatore degli interessi del giocatore, hanno avuto un incontro. Si pensava che con il tempo si riuscisse a trovare un accordo per un prolungamento del contratto.

La società era pronta, e lo è tutt’ora, a mettere sul piatto un notevole aumento dell’ingaggio, con una cifra non lontana da quella che percepisce Franck Ribery, intorno ai quattro milioni . Fino a oggi però tutto è stato rimandato. Al di là dell’aspetto economico, Federico sente il richiamo della grande opportunità e il desiderio di giocare la Champions League. Cosa che a Firenze, prima di qualche anno — se tutto va bene — non gli potrà essere garantita. Se nella sede viola però non dovesse arrivare un’offerta adeguata, si proseguirà insieme. Più facile continuare con questo contratto piuttosto che trovare un nuovo accordo: se tutto rimanesse così, fra un anno però potrebbe liberarsi a un anno dalla scadenza e a prezzo vantaggioso per gli altri. Cosa che gli permetterebbe di chiedere un ingaggio più alto poiché il suo nuovo club risparmierebbe fortemente sul prezzo del cartellino. Questo mercato, invece, vedrà cifre livellate verso il basso per le conseguenze economiche del Covid ma il valore assoluto di Federico è fuori discussione. A 22 anni ha già disputato 150 partite ufficiali e ha all’attivo 33 gol. Non male per un giocatore che, da Sousa fino a Iachini, è stato chiamato anche a disputare gare di sacrificio coprendo ampie porzioni di campo. Esperienze utili per crescere, ma adesso Chiesa vuole di più…

5 agosto 2020 | 09:59

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