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Centro sportivo, un altro intoppo Indagini sui rifiuti nel sottosuolo

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l’inchiesta

11 agosto 2020 – 10:52

Aperto un fascicolo in Procura, le analisi sul terreno di proprietà della Fiorentina

di Simone Innocenti

Più o meno un mese fa i funzionari dell’Arpat sono andati nel terreno dove si sta costruendo il nuovo centro sportivo della Fiorentina, a Bagno a Ripoli. E hanno di fatto interrotto per alcune ore i lavori degli operai. Motivo? Fare dei carotaggi nel terreno per capire cosa possa eventualmente contenere. La Procura della Repubblica ha infatti aperto un’inchiesta. Il sostituto procuratore Fedele La Terza ha ipotizzato il reato di gestione di rifiuti non autorizzata e — per il momento — l’indagine è contro ignoti. Nessun esponente della Fiorentina è insomma iscritto sul registro degli indagati. I tecnici dell’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Toscana) hanno prelevato alcuni campioni dal terreno che adesso saranno analizzati. La Procura vuole capire quali siano gli eventuali rifiuti presenti nel cantiere edile. Rifiuti che — una volta analizzati nei laboratori di Arpat — dovranno essere in qualche modo identificati per capire se abbiano, eventualmente, contaminato il suolo. Si dovrà anche capire da quanto tempo sono eventualmente presenti quei rifiuti. Anni? Mesi? Oppure settimane? Gli accertamenti non si sono svolti soltanto all’interno del Comune di Bagno a Ripoli, dove si trova la maggior parte del terreno, ma anche in via di Villa Cedri, che si trova nel Comune di Firenze. I tecnici dell’Arpat hanno dunque seguito tutte le operazioni relative agli scavi che sono stati effettuati per capire se vi fossero ipotetici rifiuti finiti sotto terra. Durante gli accertamenti i vertici della Fiorentina ha deciso di inviare — sul posto — il proprio legale e di nominare, sul momento, anche un archeologo. Le indagini — vale la pena ripeterlo — non ipotizzano alcun reato nei confronti dello staff di Commisso e neppure nei confronti del presidente della squadra. Le indagini dovranno passare necessariamente dai risultati delle analisi che in questi giorni vengono effettuate nei laboratori dell’Arpat. Solo dopo si potrà capire che tipo di scenari potranno ipotizzarsi per il progetto viola. L’inchiesta della Procura di Firenze potrebbe — come riflesso — complicare i lavori del nuovo centro sportivo, che già — a fine luglio — aveva avuto una battuta di arresto da parte della Soprintendenza che aveva stoppato la costruzione sostenendo che fossero necessari degli «aggiustamenti» ai piani iniziali. All’interno del progetto del centro sportivo — quello che un pool di architetti ha poi consegnato alla Fiorentina — si legge, tra l’altro, che «nell’area non si rivengono siti inquinati. È pertanto atteso un effetto indifferente anche sotto questo profilo». Il progetto fu presentato nel novembre dello scorso anno. Sulla carta oltre il 90% dell’area rimarrà a verde e sarà prevista la piantumazione di oltre 1.000 alberi, oltre ai 500 già esistenti.

11 agosto 2020 | 10:52

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