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Una delle più spettacolari abilità della mente è la capacità di ricordare o immaginare visivamente scene avvenute in passato o che potrebbero avvenire in futuro, con tanto di dettagli, colori, perfino suoni e sensazioni tattili, come se si trattasse di un film plurisensoriale che si proietta al nostro interno. Ma c’è chi manca di tale capacità, una condizione definita «aphantasia» o «cecità della mente». Ne soffre circa il cinque per cento della popolazione, come indica una ricerca australiana pubblicata sulla rivista Scientific Reports. E dato che i sogni sono principalmente fatti di immagini, chi ne soffre non riesce neppure a sognare con la ricchezza di immagini tipica dell’attività onirica.


Simulatore di realtà

Il disturbo non è solo una bizzarria, ma una condizione che può rendere difficile pianificare adeguatamente azioni future, un’attività nella quale siamo spesso impegnati senza neppure rendercene conto. «La mente umana è come un simulatore di realtà che ci permette di viaggiare virtualmente attraverso il tempo per riuscire a prevedere il futuro e per riconsiderare il passato» dice Alexei Dawes dell’University of New South Wales, che ha condotto lo studio insieme ad alcuni collaboratori. «Per la maggior parte di noi queste simulazioni sono caratterizzate da un contenuto molto ricco e vivido. Il nostro mondo interiore ha colori, forme e luci».


Difficoltà con i numeri

Chi soffre di aphantasia, inoltre, può avere qualche difficoltà con diversi processi cognitivi, ad esempio nello svolgere compiti di matematica, che richiedono la capacità di visualizzare numeri ancora non scritti sulla carta, o nell’impiegare adeguatamente la memoria di lavoro, quella che consente di ricordare (spesso visualizzandoli) numeri di telefono o brevi sequenze di informazioni utili allo svolgimento di un compito. La cecità mentale può estendersi anche ad altri sensi, così che, se si ripensa a eventi passati, la loro ricostruzione mentale è priva di elementi quali i rumori e le esperienze tattili, che di norma rappresentano una parte importante dei ricordi, perché contribuisce alla loro coloritura affettiva.


Lo studio

Lo studio è stato realizzato su 267 persone affette da aphantasia, confrontate con due diversi gruppi di controllo, per un totale di 400 persone. I soggetti sono stati sottoposti a otto diversi questionari che hanno esplorato aree quali la memoria episodica e la capacità di immaginare il futuro, le abilità spaziali e di mind-wandering (lasciare la mente libera di spaziare), la capacità di rispondere a eventi stressanti. Alla fine, gli autori dello studio segnalano la possibilità che la condizione di aphantasia possa in alcuni casi essere acquisita in seguito a fattori psicologici, anche se nel loro campione questo evento sembra essersi verificato raramente, in non più del tre per cento dei casi.

1 luglio 2020 (modifica il 1 luglio 2020 | 19:27)

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