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grosseto

14 agosto 2020 – 11:14

Blitz di notte in spiaggia: 14 uova di «caretta caretta» compromesse. Scatta la denuncia: «Grave danno all’ecosistema, ora vogliamo che vengano puniti»

di Alfredo Faetti

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GROSSETO)Hanno scavalcato la recinzione e saccheggiato quel che la sabbia stava custodendo, rovinando senza troppi scrupoli il delicato miracolo che si sta ripetendo lungo le coste. Un gruppo di quattro o cinque adolescenti, forse neanche maggiorenni, ha violato il nido di tartaruga marina Caretta Caretta appena scoperto nella spiaggia delle Rocchette, a Castiglione della Pescaia. Un gesto sconsiderato che ha portato ad un danno irrimediabile: almeno quattordici delle ottantuno uova custodite all’interno sono andate perse, mentre per le altre, spiegano gli esperti, non resta che sperare. Immediata è scattata la denuncia ai carabinieri forestali di Grosseto, che ora hanno aperto un’indagine per risalire agli autori: si ipotizza il reato di uccisione e maltrattamenti di animali.

La richiesta di punizione

«Siamo intenzionati a vedere questi ragazzi puniti anche solo perché possano avere la giusta lezione dalla vita», dicono da Tartamare, l’associazione di esperti volontari che si occupa dei nidi di tartaruga marina in Maremma e Val di Cornia. Sono stati proprio loro a scoprire questo nido, un paio di settimane fa, durante un monitoraggio lungo il litorale in cerca di tracce di mamma tartaruga. Quello alle Rocchette è stato il terzo rinvenuto quest’anno lungo la costa castiglionese e subito sono state prese tutte le precauzioni del caso: il nido è stato recintato e ben segnalato, visto anche il grande afflusso di bagnanti. Un inno alla vita animale rovinato nella notte tra domenica e lunedì. A ricostruire l’accaduto, prima a Tartamare e poi ai carabinieri, è stato il guardiano dello stabilimento Alessandro, allestito vicino al sito. Secondo la sua testimonianza, un gruppo di quattro o cinque ragazzi — «molto giovani, probabilmente ancora minorenni», ha riferito — è entrato nel recinto scavalcandolo, ha rimosso la grossa grata antipredazione e ha scavato portando alla luce alcune uova. Uno si è rotto sul momento, altre sono state messe dentro un secchiello, come se i giovani saccheggiatori volessero portarsele via. Altre ancora sono state sparse sulla sabbia. Già, perché il guardiano, vedendo il gruppo, ha gridato, permettendo ai ragazzi di fuggire.

L’allarme

Le stesse grida hanno richiamato poi un altro gruppo di giovani, che si è avvicinato e ha aiutato l’uomo a rimettere le uova sparse sotto la sabbia, nel nido. Ma se da una parte le buone intenzioni del guardiano c’erano tutte, dall’altra a mancare è stata la competenza nel riposizionare le uova nel posto giusto. «Ormai il danno è fatto — spiegano dall’associazione — Una quindicina di uova sono irrimediabilmente compromesse e probabilmente tutto quanto il nido (81 uova) non riuscirà ad arrivare a termine». Ma la vicenda non è finita qui. I volontari dell’associazione hanno infatti sporto denuncia. «Ricordiamo che per il figlio minore in sede civile a risponderne è sempre il genitore», avvertono da Tartamare, pronti ad andare fino in fondo a questa barbarie.

14 agosto 2020 | 11:14

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