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Caso Hasib Omerovic, l’ipotesi della “spedizione punitiva” degli agenti: saltano le prime teste in polizia – Il Riformista

L’indagine

Redazione — 17 Settembre 2022

Caso Hasib Omerovic, l’ipotesi della “spedizione punitiva” degli agenti: saltano le prime teste in polizia

In attesa che la giustizia faccia il suo corso e che venga fatta chiarezza sulla vicenda di Hasib Omerovic, il disabile caduto dalla finestra di casa sua a Primavalle (Roma) durante una perquisizione della polizia, iniziano a saltare le prime ‘teste’ tra le forze dell’ordine.

Il questore della capitale Mario Della Cioppa ha rimosso il dirigente del commissariato Primavalle, che il 25 luglio era in ferie, e la vicedirigente “al fine di ristabilire un clima adeguato in commissariato”.

Ma è sul fronte delle indagini che emergono nuove piste inquietanti. La Procura di Roma, rivela oggi Repubblica, sta seguendo anche la pista di una possibile “spedizione punitiva” da parte dei quattro agenti di polizia che hanno fatto irruzione nell’appartamento in cui si trovava Hasib e la sorella Sonita, 30enne volta affetta da grave ritardo psichico e sorda come il fratello.

I fatti, come noto, sono accaduti lo scorso 25 luglio: secondo il racconto di Sonita, gli agenti avrebbero chiesto i documenti al fratello, lo avrebbero fotografato, picchiato con calci, pugni e un bastone, lo avrebbero seguito in camera e lo avrebbero spinto dalla finestra. “Nostro figlio non è caduto, è stato spinto di sotto”, sostiene infatti famiglia.

Ricostruzione smentita dagli agenti, che sono intervenuti nella casa di via Gerolamo Aleandro 24 senza un mandato, come emerso dai primi accertamenti: vi sarebbero infatti foto e video che dimostrerebbero, secondo uno degli indagati per tentato omicidio e falso, che il cittadino bosniaco di etnia rom “si è buttato di sotto” da solo e non è stato lanciato dagli agenti.

Ma torniamo all’ipotesi della spedizione punitiva. Sarebbe questa una delle piste seguite in Procura: l’assalto a casa di Hasib sarebbe legato ad un fatto privato, ovvero alle ‘molestie’ subite dalla nipotina di uno dei quattro agenti intervenuti in via Gerolamo Aleandro nel quartiere alla periferia nord di Roma, forse proprio da Omerovic.

Il 35enne era finito nei mesi precedenti alla sua caduta al centro della ‘gogna social’ per le segnalazioni in alcuni gruppi Facebook di quartiere, in cui lo sia accusava di aver molestato donne e ragazze della zona. Oltre al post su Facebook, di una donna che interrogata a fine agosto ha riferito di essere stata molestata con la figlia per strada, anche altre presunte segnalazioni: ma Hasib non risulta indagato per vicende penali.

Hasib intanto si è svegliato ma non riesce più a parlare. Prova a comunicare con gli occhi dal suo letto nel Policlinico Gemelli. Non può mangiare, è alimentato con la flebo. “Tra un paio di mesi dovrà passare in cura a un centro di riabilitazione. Abbiamo fatto domanda oggi — dice il padre Mehmedalija —. In una casa con le finestre alte non ci vuole andare più. Ha il terrore, la stessa paura che abbiamo noi”.

Redazione

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