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Capo Poro a Isola d

Sindaco, spero diventi luogo memoria. Legambiente, via recinto

(ANSA) – CAMPO NELL’ELBA (LIVORNO), 28 DIC – Il ministero della Cultura, attraverso il segretariato regionale per la Toscana, ha dichiarato l’ex batteria di Capo Poro, a Campo nell’Elba (Livorno), bene di interesse culturale ai sensi della norma che regola la tutela dei beni culturali e paesaggistici d’Italia, in quanto possiede i requisiti di interesse storico-artistico e rimane quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel decreto legislativo. Lo ha reso noto il sindaco Davide Montauti. “E’ un atto – ha spiegato il primo cittadino – che restituisce a Capo Poro il suo valore e l’importanza che quel luogo riveste per l’intera comunità. Capo Poro deve tornare ad essere fruibile da cittadini e turisti come è sempre stato prima di essere venduto dal Demanio”. Il faro della Marina militare che domina il golfo di Marina di Campo è un punto di riferimento ideale e simbolico (il 27 maggio 1943 lo scoppio di un cannone causò la morte di cinque militari italiani), ma nel 2017 lo Stato lo ha venduto a un privato e oggi Capo Poro è ancora inaccessibile perché il luogo è stato recintato. “Abbiamo emesso un’ordinanza a ottobre – conclude Montauti – nella quale chiediamo al proprietario di rimuovere quella recinzione e di riaprire il sentiero, ma per ora non lo ha fatto. I termini scadono il 24 gennaio. Il nostro obiettivo è trasformare la batteria e il faro, oltre che ripristinare i sentieri del Parco, un luogo di memoria”. Soddisfatta del riconoscimento della tutela da parte del ministero anche Legambiente Arcipelago: “E’ il primo passo – afferma la presidentessa Maria Frangioni – per farla finita con gli abusi che hanno caratterizzato quell’area da troppi anni e un successo per la nostra testarda battaglia e le continue denunce e segnalazioni contro la prepotenza neocolonialista di chi crede di poter fare quello che vuole della bellezza e della storia della nostra isola: continueremo a batterci e ad appoggiare ogni iniziativa affinché l’area torni a essere un bene comune, un patrimonio pubblico e culturale”. (ANSA).
   

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