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Borsa Italiana, ecco le tre offerte e i piani per lo sviluppo di Piazza Affari

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la partita

di Alice Scaglioni27 ago 2020

Borsa Italiana, ecco le tre offerte e i piani per lo sviluppo di Piazza Affari

Entra sempre più nel vivo la partita per Borsa Italiana. Nei giorni scorsi il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri ha scritto una lettera ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), in cui dava il via libera all’operazione per l’acquisto di Piazza Affari, tenendo a precisare la piena autonomia della società nel prendere una decisione, ma sottolineando al tempo stesso quanto consideri strategica la Borsa. D’altronde lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in tempi non sospetti (16 giugno), aveva citato la Borsa di Milano durante un messaggio alla Consob, parlando del suo possibile «ruolo significativo nella ripartenza del Paese». Da un lato, quindi, piena autonomia di Cdp nella decisione finale, dall’altro il governo guarda con favore al dossier Borsa Italiana. E per effetto della Brexit, c’è la possibilità che le attività di Piazza Affari rientrino negli asset del Paese.

Le offerte non vincolanti presentate per il momento per Mts, il mercato dei titoli di Stato, sono tre e in questi giorni si stanno svolgendo i colloqui con la Borsa di Londra, che dal 2007 controlla il listino milanese. C’è Six, la società che gestisce il listino di Zurigo e che di recente ha acquistato la Borsa di Madrid; nella sua offerta, presentata martedì, ha manifestato l’intenzione di lasciare autonomia a Borsa Italiana, come ha già fatto in Spagna. A guidare gli svizzeri la volontà non di razionalizzare, ma di far sviluppare Piazza Affari, facendola passare da realtà locale a hub internazionale.

Ieri è stata la volta dell’incontro con la cordata italo-francese che vede in campoCdp-Euronext. All’incontro era presente Cdp Equity. Il duo, che ha manifestato interesse per l’acquisto di Mts, sta ragionando anche sull’ipotesi di acquistare l’intera Piazza Affari. Qualora dovessero confermare l’offerta e aggiudicarsi l’intera Borsa, Euronext consentirebbe a Cdp di avere una parte importante della governance. Inoltre l’accordo prevederebbe che Cdp diventi azionista di Euronext con l’8%, al pari della francese Caisse des dépôts, l’equivalente della nostra Cdp. Un’ipotesi che renderebbe la Cassa azionista di una delle più importanti Borse al mondo. Euronext infatti gestisce le Borse di Parigi, Amsterdam, Oslo, Bruxelles, Lisbona e Dublino. Oggi è il turno di Deutsche Börse, che vorrebbe in Cdp un partner non esclusivo di Euronext, ma aperto alla miglior offerta. Una cosa è sicura: la partita si giocherà su tre fronti: le alleanze, con la Cassa che diventa un personaggio chiave; l’autonomia che verrà lasciata a Piazza Affari; e infine anche il prezzo. Mts viene valutato dagli analisti tra i 500 e i 600 milioni, le attività dell’intera Borsa oscillano tra i 3 e i 4 miliardi.

La questione rimane aperta e si inserisce, secondo gli osservatori, nel progetto più ampio della creazione della Capital market union. Euronext e Deutsche Börse ne trarrebbero una posizione forte, mentre gli svizzeri, che avrebbero così due borse europee, potrebbero giocare una parte importante nella creazione del listino unico europeo.

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