Completato lo schieramento dei militari italiani in Ungheria, schierati nel Paese per rafforzare l’architettura di difesa e deterrenza della Nato sul suo fianco orientale. Lo sforzo fa parte del piano dell’Alleanza per l’attivazione di quattro nuovi battlegroup in Europa dell’est, e vedrà il nostro Paese assumere il ruolo di Framework nation per l’unità in fase di attivazione in Bulgaria

Gli alpini arrivano in Ungheria. Si è infatti concluso il dispiegamento di 250 militari del Comando truppe alpine dell’Esercito italiano che contribuiranno alla costituzione di uno dei nuovi quattro battlegroup della Nato schierati sul fianco sud-est dell’Alleanza Atlantica nell’ambito dell’operazione Enhanced vigilance activity” (eVA). Il contingente italiano, che opererà sotto comando ungherese con il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comado operativo di vertice interforze (Covi), è basato sulla brigata alpina Taurinense, con il personale proveniente dal 3° reggimento Alpini, dal 1° reggimento Artiglieria terrestre, dal reggimento Nizza Cavalleria (1°) e del 32° reggimento Genio guastatori.

Unità specializzate

Tutti i reparti coinvolti nell’operazione provengono da un intenso ciclo addestrativo che li ha visti partecipare a marzo alle esercitazioni Volpe bianca, nell’alta Val di Susa, ad aprile a Cold response in Norvegia, a Maurin 22, nell’alta Valle Maira, a maggio e a Candelo 22 nella baraggia biellese nel mese di giugno, senza contare il continuo addestramento di specialità a vivere, muovere e combattere in montagna.

Gli altri impegni italiani

Oltre alle unità in Ungheria, sempre nel contesto di rafforzamento del fianco orientale della Nato, l’Italia assumerà il comando del battlegroup in via di attivazione in Bulgaria, dove verrà schierato un dispositivo terrestre nazionale di circa 750 unità di personale, quale Framework nation dell’iniziativa. Gli altri impegni nazionali in seno alla Nato vedono il nostro Paese partecipare alla missione di Enhanced forward presence in Lettonia, con un dispositivo terrestre nell’ambito del battlegroup a guida canadese, oltre ad aver da poco concluso le missioni di air policing in Islanda e Romania, con due task group aerei rispettivamente di Eurofighter e di F-35, mentre prenderà avvio a breve la nuova missione di air policing in Polonia, con un task group basato su velivoli Eurofighter. Nel complesso, l’impegno per il rafforzamento della postura di deterrenza della Nato è pari a oltre duemila unità e 500 mezzi militari, a cui si sommano le oltre 1.300 unità dei reparti posti in stato di massima prontezza presso le rispettive basi in Italia nell’ambito dell’attivazione della Very high readiness joint task force (Vjtf) della Nato.